Fonte: Il Mattino.it
di Giuliana Covella
La passione per il Napoli, l’amore per il prossimo e la dedizione al lavoro e alla famiglia. Ma – su tutti – quel sorriso di “gigante” buono sempre pronto ad aiutare gli altri, come si vede dall’immagine che lo ritrae in divisa alla guida del mezzo dove trovò la morte quattro anni fa. Emanuele Melillo, l’autista del bus vittima di un incidente stradale a Capri il 22 luglio 2021, continua a unire nel segno della solidarietà e dell’inclusione. L’occasione è stata la cerimonia che si è svolta questa mattina al porto di Marina Grande, per suggellare il gemellaggio tra due Club azzurri: quello di Sapri e quello di Capri, di cui il primo dedicato alla memoria del giovane che perse la vita dopo essere rimasto schiacciato dal mezzo che guidava, precipitato su uno stabilimento balneare. Un evento dunque che ha rafforzato l’unione tra i due Club azzurri nel nome di Melillo, all’insegna di valori positivi come lo sport e la condivisione. Tra i presenti i familiari dell’autista scomparso, il padre Nazareno e il fratello Marco, che hanno ringraziato gli organizzatori per aver contribuito a tenere viva la memoria e l’esempio del 32enne di Napoli. «Mio figlio era innamorato di questo luogo – ha ricordato papà Nazareno – infatti mi diceva sempre “sono fortunato, perché lavoro nel posto più bello del mondo”. Lui aveva vinto il concorso nei vigili del fuoco e quando c’era da decidere dove, mi rispose “io non posso decidere, perché Capri ha già deciso per me”. L’appello che faccio è quindi di non dimenticarsi di lui, perché Emanuele non lo avrebbe mai fatto. Così lui continuerà a sorridere». Ora si attende la prossima udienza di metà dicembre per accertare le responsabilità di quella tragedia: «Sono fiducioso e credo siamo a una svolta» – dice Marco, il fratello di Melillo, che non si è mai stancato di cercare la verità e di portare ovunque il sorriso di Emanuele.

















