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Angela Merkel e la necessità del saper pensare

di Redazione
31 Marzo 2026
in News
ANGELA MERKEL

ANGELA MERKEL

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Seggiovia Monte Solaro

Fonte: IlDenaro.it

di Raffaele Vacca

Angela Merkel, che nel 2005 fu eletta cancelliere della Repubblica Federale di Germania, succedendo ad Helmut Kohl (al quale, nel 2004, era stato assegnato il Premio Capri-S. Michele Grotta Azzurra della XXI edizione), e che ininterrottamente è stata cancelliere fino al 2021, durante la Quaresima di questo 2026 ha rivolto un discorso di riflessioni all’abate ed alla comunità del Monastero Benedettino Maria Laach.
Il Monastero, che si trova nella regione tedesca della Renania-Palatinato, è uno dei principali centri benedettini dove, agli inizi del Novecento, si è sviluppato il Movimento per la riforma liturgica, in un tempo in cui, tra l’altro, la Messa veniva celebrata in latino, il celebrante aveva le spalle rivolte ai partecipanti, e questi dovevano disporsi in due file diverse: una riservata agli uomini, l’altra alle donne. Proprio nel Monastero di Maria Laach l’allora abate Ildefons Hernegler, nel 1918, come prima opera della collana Ecclesia orans, pubblicò Lo Spirito della liturgia di Romano Guardini, che in poco tempo ebbe varie edizioni, e che incominciò a dare notorietà all’autore.
Tradotta in italiano nel 1930, la breve opera ben presto giunse ad Anacapri per merito di don Salvatore Farace, che si giovò di essa per le sue prediche anche lontano dall’isola ed i suoi scritti. Fece rilegare la copia in suo possesso. La riflessione della Merkel, consapevole di essere una laica e non una storica o una teologa, parte dal brano della Lettera ai Romani di San Paolo che si legge in chiesa durante i vespri dei giorni feriali della Quaresima. Dice: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto”. Angela Merkel si sofferma, innanzi tutto, sulla situazione storica durante la quale, intorno al 57 o 58 d.C., San Paolo scrisse la lettera. Gesù era morto ed era resuscitato da venticinque anni. Nel mondo pagano si erano incominciate a costituire comunità cristiane. Anche a Roma, si viveva come nella Pompei che è stata seppellita dalla lava e dalla cenere dell’eruzione del Vesuvio. E riportata alla luce con gli scavi archeologici iniziati nell’Ottocento. Era una vita basata sugli schiavi, ai quali era stata tolta ogni dignità umana, come Angela Merkel aveva constatato durante le sue affascinanti visite a Pompei. Dopo la loro costituzione a Roma le comunità cristiane incominciarono a diffondere il messaggio di Gesù, che rivela che davanti a Dio tutti gli esseri umani sono uguali. È il rinnovamento del pensiero al quale invita San Paolo, che era passato dall’essere persecutore dei cristiani a cristiano. E quindi ad essere missionario per tutto il resto dell’ esistenza terrena, con la speranza che, con il proprio agire, le cose potessero diventare migliori. Anche oggi il non conformarsi al mondo (che spesso tralascia il messaggio evangelico) ed il lasciarsi trascinare dal sempre nuovo modo di pensare di San Paolo, può essere “appassionato ed impegnativo” come lo fu quasi duemila anni fa. Angela Merkel sa che la nostra civiltà è in una situazione di benessere materiale che prima non aveva avuto. Ma sa che la situazione spirituale è drammatica. Ciò la spinge ad invitare a non considerare il cristianesimo un luogo di comodità, ma una missione per tutta la vita. E quindi a saper ascoltare quotidianamente Dio, confidando nella Sua bontà; ad essere responsabili e coraggiosi; ad alimentare un vivere migliore. Non c’è uomo che non pensi. Ma spesso questa attività resta nel superficiale. E si accetta come proprio quello che viene da fuori, essendo in un mondo che diventa sempre più artefatto, e dove ciò che si dovrebbe credere, pensare, dire è stabilito di forza. L’autentico pensare consiste nel ripensare quello che si ha in sé, quello che si è pensato.
È ciò che il Premio Capri-S. Michele ha proposto fin dalla IV edizione, premiando le opere di Giuseppe Lazzati ispirate dal tema del saper pensare. Come dice Angela Merkel siamo in un tempo nel quale molte certezze solide sono svanite. E più facilmente svanisce la speranza che tutto vada per il meglio. La situazione geopolitica, con le aggressioni e le guerre in atto, pone sfide completamente nuove. I social media e l’intelligenza artificiale possono travolgere l’uomo. Il creato richiede di essere salvaguardato. Ciò mentre verità vengono considerate bugie e bugie vengono ritenute verità. Per questo per i cristiani è necessario un nuovo orientamento ed è necessario essere adeguatamente consapevoli dei propri fondamenti spirituali. Essendo stata una statista, Angela Merkel tralascia il drammatico tema sul quale si è soffermato anche Martin Heidegger, nell’intervista postuma: per ora non c’è pensiero che sappia governare e dirigere la strapotenza della tecnica, che ha dato all’uomo i mezzi dell’autodistruzione. Per cui il sistema scientifico-tecnico-industriale-economico, che predomina quasi ovunque, continua il suo cieco andare, che talvolta sorprende e meraviglia, ma che rende impossibile progettare il futuro e spinge gli uomini e le comunità a vivere alla giornata.

NOTA
La riflessione di Angela Merkel, tradotta in italiano da Alessandro Bellino, ricercatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stata pubblicata in “Avvenire” il 18 marzo 2026, con il titolo di Rinnovare il pensiero per cambiare il mondo

Osservatorio culturale San Michele Isola di Capri
L’Osservatorio è istituito nell’ambito del Centro di varia umanità, fondato nel 1967, nella convinzione che funzione essenziale della Cultura (che è autonoma come la Politica e la Religione) è quella di osservare e valutare la situazione esistente, nella conoscenza del passato, guardando responsabilmente verso il futuro, e dando senso ed orientamenti. L’Osservatorio opera nell’Isola di Capri, riconoscendola come luogo di vita ordinaria, di visite turistiche, di brevi o lunghi soggiorni e di incontri di uomini e donne di ogni parte del mondo, e ritenendola, per la sua posizione geografica, per le sue bellezze naturali, per la sua storia, luogo privilegiato per lo svolgimento delle funzioni della Cultura. Le relazioni dell’Osservatorio intendono sviluppare quel paritetico dialogo, sia isolano, sia italiano, sia internazionale, che è necessario e fondamentale per essere uomini responsabili della propria esistenza terrena e, nel tempo di questa, anche dell’esistenza dell’umanità. 

 

Prec.

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Succ.

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