Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Il giallo di Capri vive un nuovo capitolo. Sull’isola azzurra in molti erano convinti che la morte di Luca Canfora io costumista del film di Paolo Sorrentino fosse avvolta in un fitto mistero e ora dopo aver appreso che per “false dichiarazioni al pm”, la Procura di Napoli ha iscritto al registro degli indagati un collega di Canfora, porta tutti ad avere ancora di più i riflettori puntati sulla vicenda. Era il primo settembre 2023, infatti, quando Luca Canfora dopo aver varcato l’ingresso dei Giardini di Augusto venne poi ritrovato privo di vita nelle acque sottostanti. La prima ricostruzione dei fatti che voleva il costumista suicida a seguito un lancio nel vuoto non convinse in molti, in particolare proprio i capresi che ben conoscono le caratteristiche del loro territorio e ritenevano impossibile che fosse stata quella la dinamica dell’accaduto. Una serie di interventi anche in tv da parte di esperti aveva ulteriormente dato spazio ad altre ipotesi. Le indagini sono proseguite e le piste da seguire sono state molteplici. Ora nell’ambito delle indagini si è appreso che un collega di Canfora, ascoltato dagli inquirenti, avrebbe reso delle dichiarazioni che poi sarebbero state smentite dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. A distanza di due anni e mezzo da quella tragica mattina, dunque, il mistero si infittisce ancor di più e anche a Capri la storia sta destando un particolare interesse tanto che ieri in una piazzetta assolata che si sta riprendendo dal letargo invernale non si parlava di altro che delle novità emerse in sede investigativa per la morte di Luca Canfora. Il fascicolo, ricordiamo, che è aperto per omicidio volontario, vede ora l’iscrizione nel registro degli indagati di un collega della vittima. L’accusa di “false dichiarazioni al pubblico ministero” è un tassello nuovo ed importante del mosaico che si sta provando a completare per determinare cosa sia veramente avvenuto a Capri. Il cuore dell’indagine è ora l’incontro che, secondo la videosorveglianza, non sarebbe mai avvenuto nei termini descritti. L’indagato, come si è scoperto interessando in questo senso i tanti isolani che stanno seguendo tutti gli atti della vicenda che è stato ascoltato inizialmente come persona informata dei fatti, aveva messo a verbale di aver incrociato Canfora intorno alle 10.30 di quella mattina, all’ingresso dei Giardini di Augusto. E qui che invece si focalizza ora l’attenzione degli inquirenti e di tutti. L’analisi dei filmati svelerebbe che le immagini non testimoniano quell’incontro. E mentre decine di testimonianze sono state raccolte tra i membri della produzione di “Parthenope” il mistero non si è ancora svelato anzi si infittisce ancora di più. “Ero certo che la storia era complessa – dice Antonio caprese esperto della natura locale – avevano parlato di un suicidio con volo dall’alto ma la vicenda mi sembra abbastanza diversa dal primo quadro che era stato realizzato”. Ora anche Capri e i suoi cittadini come la famiglia di Luca Canfora attende di sapere e capire cosa sia effettivamente accaduto quel giorno.


















