Fonte: Il Mattino di Padova
Di Marta Randon
La candidatura è stata presentata dal Comune a giugno In finale anche Civita di Bagnoregio e Pozzuoli Giordani: «Un lavoro di squadra, mi auguro di vincere»
Il progetto Padova, nel 2028, potrebbe diventare la capitale italiana dell’arte contemporanea e aggiudicarsi un milione di euro per nuove mostre, festival e spazi di sperimentazione artistica. La città del Santo risulta infatti tra le quattro città finaliste insieme a Capri, Civita di Bagnoregio (provincia di Viterbo) e Pozzuoli. Il duello sembra essere con l’isola nel golfo di Napoli e le sue meraviglie. La candidatura è stata presentata al Ministero della cultura il 15 giugno scorso e nasce da un ampio percorso partecipato che ha coinvolto istituzioni, organizzazioni, comunità, cittadini, professionisti e numerose realtà del territorio. Il progetto si chiama “Ancora impero. Esercizi di dissidenza”. La direzione artistica è affidata a Maurizio Cattelan, Marta Papini e Myriam Ben Salah. Nel comitato scientifico figurano Cecilia Alemani, Renzo Piano, Daniela Mapelli e il cardinale José Tolentino de Mendonça. “Ancora imparo” riprende la frase attribuita a Michelangelo e utilizzata da Gio Ponti per la Scala del Sapere di Palazzo Bo. “Esercizi di dissidenza” richiama invece l’idea di una Padova abituata a mettere in discussione il sapere consolidato, sperimentare e produrre nuovi linguaggi. Padova ha ottime possibilità di vincere: il Castello Carrarese è uno dei progetti centrali ed esiste già una scena contemporanea locale importante. La città può mettere insieme arte contemporanea, università, ricerca, giovani, patrimonio storico e rigenerazione urbana, che sono esattamente alcuni degli elementi del bando ministeriale. «Essere tra i finalisti mi fa molto piacere» afferma il sindaco Sergio Giordani «Il progetto inviato a Roma è il frutto collettivo del lavoro sviluppato insieme all’Università e alle realtà culturali, sociali ed economiche del territorio. Tra tutti i soggetti coinvolti voglio ringraziare in modo particolare alcune fondazioni che da anni sostengono la crescita culturale di Padova: la Fondazione Alberto Peruzzo, la Fondazione Bano e ora anche la Fondazione Chiara e Francesco Carraro. Mi auguro naturalmente che il nostro progetto sia quello vincitore, lo sapremo certamente prima della fine dell’anno». Entusiasta l’assessore alla cultura Andrea Colasio: «La vittoria sarebbe l’esito naturale di una strategia che, negli ultimi anni, ha visto una molteplicità di attori, pubblici e privati, investire sui luoghi del contemporaneo. Abbiamo riqualificato il Cinema Altino, la Chiesa di Sant’Agnese e Palazzo Lanza, Palazzo Configliachi, il DU30 e il Castello Carrarese».


















