Fonte: Roma
A Capri l’opera lirica cambia prospettiva. Non più soltanto un palcoscenico e una platea separati, ma un’esperienza nella quale musica, architettura, paesaggio e pubblico entrano in relazione. È la scommessa della seconda edizione di Capridrama Opera Festival, la rassegna operistica ideata da Renato Ocone e Filippo Rotondo, in programma sull’Isola Azzurra fino all’ 11 settembre, che porta i grandi titoli del repertorio italiano in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’isola, trasformandoli in parte integrante della drammaturgia. Domani alle 20 il debutto a Villa Lysis, dove replicherà lunedì alla stessa ora, con “Turandot”. L’ultima opera di Giacomo Puccini, che morì prima di completarla, diventa una riflessione sull’idea stessa di incompiutezza attraverso una contaminazione di linguaggi: la musica di Puccini dialoga con l’universo visivo di Jago e con la ricerca musicale ed elettronica di Andy_Bluvertigo, special musical guest della produzione. La regia di Filippo Rotondo costruisce un itinerario negli spazi della villa, mettendo in relazione la vicenda di Turandot, Calaf e Liù con l’architettura e l’identità del meraviglioso spazio ideato e abitato dal conte Fersen agli inizi del secolo scorso. In questo luogo sospeso fra cielo e mare, cui si accede dopo una lunga passeggiata tra giardini profumati e squarci di paesaggio, l’incompiuto non viene cosi presentato come una semplice mancanza, ma come una condizione capace di lasciare aperto uno spazio all’immaginazione e al sogno. Capridrama Opera Festival continua il primo settembre alle 19 negli spazi della Certosa di San Giacomo con “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi. Filippo Rotondo qui propone una originale rilettura trasportando il pubblico in un manicomio degli anni Quaranta, dove i personaggi appaiono prigionieri non soltanto dello spazio, ma anche delle proprie ossessioni, dei ricordi e delle ferite del passato. Al centro della vicenda emerge Azucena, custode di una memoria traumatica che finisce per contaminare la realtà, rendendo sempre più sottile il confine tra ricordo, allucinazione e presente. Una progetto registico che ha ottenuto il primo premio al NanoOpera International Competition di Mosca, oltre al Premio del Pubblico e al premio speciale “Music Life”. Sarà sul mare l’appuntamento del 4 settembre: “Opera on the Sea”. Ale 19 il pubblico salirà a bordo per assistere a uno spettacolo nel quale la navigazione diventa parte integrante della rappresentazione. Il pubblico accompagnerà una “Diva” del bel canto in un viaggio ideale nella memoria da cui via via emergono le arie che hanno costellato i suoi successi. A chiudere il festival, il 10 e 11 settembre a Villa San Michele, sarà “Livietta e Tracollo” di Giovanni Battista Pergolesi. L’opera buffa settecentesca si snoderà negli ambienti della villa, tra travestimenti, inganni, equivoci e continui cambi d’identità. È proprio questa la cifra di Capridrama: Capri non è una semplice cornice, ma una vera materia drammaturgica. Architettura, storia, luce e mare partecipano alla costruzione degli spettacoli, mentre cantanti, musicisti, performer e artisti visivi dialogano con il patrimonio musicale italiano attraverso forme contemporanee. Una rassegna originale, che dà visibilità e spazio espressivo ad artisti giovani ed estremamente talentuosi come i cantanti Hayk Vardanyan, Irene Molinari, Konstantinos Stafylides, Ginevra Martalò, Camilla Pomilio, Federico Guidi, Maria Emilia Gomez Federico Cappa, la scenografa Matilde Folli e i pianista Giuseppe Famularo. Da non sottovalutare l’attenzione dedicata alle professionalità capresi attraverso il coinvolgimento di artisti, tecnici e artigiani dell’isola nella realizzazione delle produzioni. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti ma richiedono la prenotazione online sulla piattaforma “eventbrite”.


















