Via Krupp: habituée divisi, il caso finisce all’ Europarlamento.

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Anna Maria Boniello. CAPRI. Il nome è importante e la strada è bellissima e quindi i capresi non potevano non aspettarsi che la polemica su via Krupp avrebbe valicato i confini isolani raggiungendo quel nutrito gruppo di habituée che sul destino dell’ isola vogliono sapere e pronunciarsi su tutto. Con molta ironia uno degli habituée più giovani, Alessandro Preziosi, adesso attore di successo e qualche anno fa bambino che amava trascorrere le vacanze nella villa di famiglia con i genitori Cristina e Massimo e i fratelli, attacca sarcastico: «Voglio sperare – dice – che non mi convincano a candidarmi sindaco di Capri». Le continue chiusure di via Krupp secondo l’ attore «hanno sicuramente dei responsabili, che sono quelli che non hanno posto attenzione alla cura, alla manutenzione. Certo affidare la strada a un privato solleverebbe il Comune da responsabilità perché il privato se si assume la responsabilità della manutenzione sta sicuramente più attento di quanto lo faccia l’ ente pubblico. Eppure non capisco perché continua uno degli attori più bravi e affascinanti del panorama italiano il Comune con tutti gli introiti che provengono dai villeggianti giornalieri e anche da noi che villeggiamo qui molti mesi all’ anno e facciamo girare l’ economia, non si assuma in prima persona i costi della messa in sicurezza e della gestione. Via Krupp non è una semplice strada e far pagare un biglietto la farebbe entrare in un circuito turistico facendole perdere fascino». Contrario della prima ora è l’ europarlamentare Fulvio Martusciello, che annuncia un’ iniziativa clamorosa: «Sottoporrò un documento ai colleghi tedeschi, devono mobilitarsi per impedire che la volontà del loro connazionale Krupp venga tradita», dice non senza sottolineare che «gli 8 milioni di fondi Ue che hanno finanziato il primo lotto di lavori sono stati spesi malissimo», visto che appena tre anni dopo l’ inaugurazione la strada è stata nuovamente chiusa. Favorevolissima al biglietto è invece Guya Suspicio, altra storica frequentatrice dell’ isola, regina dei salotti romani, mentre il terrazzo della sua villa caprese, località Tuoro, vede ospiti Kerry Kennedy, Fausto Bertinotti, Aurelio De Laurentiis, Guido Barendson e tanti altri amici romani. Il suo sì è motivato dal fatto che «la via chiusa da due anni è ormai invasa dalle erbacce, diventa sempre più sporca ed è sempre più impraticabile». In sintonia con lei l’ amica Elisabeth Church, proprietaria della villa con discesa sul mare nel fortino di Torre Saracena, «Casa Luna», che dice: «Non importa se si paga un biglietto, basta che ci sia qualcuno che ci permette un passaggio sicuro e l’ apertura della strada». Voci contrastanti arrivano anche da Anacapri, il comune di sopra, dove abitano da sempre due amici indivisibili come il famoso cardiochirurgo Maurizio Cotrufo e il suo collega Mario De Dominicis. Il re dei trapianti è intento a scrivere un libro che narra proprio delle bellezze dell’ isola, di grotte marine, antri, pescatori filosofi e tutto quello che ha avuto modo di apprezzare in tanti anni non solo da vacanziere a Capri. E la sua dichiarazione è forte: «Ho provato la sofferenza di una donna quando viene stuprata, il nostro scoglio (Capri ndr) deve resistere a tutte le violenze del capitale che sta occupando il mondo». De Dominicis rilancia: «Sembra che non vogliano più farci venire a Capri. Mettere un ticket su una strada pubblica è una follia, tanto più che si tratta di una strada conosciuta e ammirata in tutto il mondo, una vera e propria opera d’ arte secondo lo l’ architetto Roberto Pane. Il pubblico deve fare la sua parte quando si tratta di opere pubbliche e quindi si può ricorrere a finanziamenti statali, siano essi comunali, regionali, ministeriali e addirittura europei». Tra le voci a favore del project financing per via Krupp, che si levano tra i capresi, c’ è quella del presidente degli albergatori Sergio Gargiulo, forte anche della posizione emersa dal consiglio direttivo del mese di gennaio. «Il project financing dice Gargiulo potrebbe essere un modo per uscire da un empasse: la gestione della strada con alcuni servizi ad hoc e il ticket potrebbe giovare e far crescere l’ indotto turistico caprese»