Migranti, la prefettura bussa a Capri: subito polemica. Su Facebook proteste: «No al buonismo, meglio fare spazio ai terremotati»

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Annamaria Boniello Massimo ZivelliEmergenza migranti, entra nella fase attuativa il piano per l’accoglienza di quanti sono sbarcati sulle coste italiane: hanno diritto a permanere sul territorio italiano quelle persone alle quali le apposite commissioni hanno riconosciuto lo status di rifugiati politici. Ai prefetti il compito di organizzare l’accoglienza secondo le linee guida ministeriali relative al numero di ospiti in rapporto proporzionale con la popolazione. Il prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, ha convocato una riunione con gli amministratori dei comuni con meno di 10mila abitanti: i comuni di Ischia, Capri, Anacapri, Meta e Sant’Agnello. Ovviamente, com’era prevedibile, non sono mancate le polemiche. Il prefetto ha illustrato il piano e, nello specifico, ha quantificato il numero di persone alle quali dare ospitalità. Per il Comune di Capri ha detto il prefetto Gerarda Pantalone la quota massima è di 23 persone mentre per Anacapri 22. Il Prefetto ha ribadito che ha diritto all’ospitalità solo chi ha lo status di rifugiato politico già riconosciuto dalle competenti commissioni ed ha già suggerito alcuni accorgimenti che i comuni potrebbero mettere in campo per ridurre i disagi sia ai soggetti interessati che ai territori coinvolti. Il prefetto ha anche consigliato agli amministratori di non concentrare i gruppi da accogliere soprattutto in strutture uniche e poste nelle zone più centrali dei territori comunali e coinvolgere le associazioni di volontariato ed assistenza presenti sul territorio sollecitando la loro collaborazione. L’invito del prefetto è stato accolto dai due amministratori isolani presenti, il sindaco di Capri, Gianni De Martino, e l’assessore al turismo di Anacapri, Massimo Coppola che hanno diffuso un comunicato congiunto dove annunciavano che la riunione in Prefettura si era conclusa con l’impegno da parte dei due comuni ad approfondire la problematica loro illustrata e, da parte della Prefettura, era stata garantita la totale disponibilità di confrontarsi con le amministrazioni di Capri ed Anacapri. Comunicato che ha scatenato sui social una polemica sempre più dilagante. Post su Facebook e commenti sarcastici contro il «buonismo» di chi ha dimostrato interesse al problema con l’invito ad offrire i posti nelle seconde case. Commenti al limite del razzismo e sull’inopportunità di dare ospitalità agli extracomunitari e non ai connazionali terremotati del centro Italia. Sul fronte delle istituzioni il sindaco di Capri Gianni De Martino chiarisce di essersi già attivato, per essere pronti nel caso di dover fronteggiare l’emergenza, per individuare possibili soluzioni coinvolgendo anche privati e strutture ricettive interessate alla soluzione del problema». Massimo Coppola, assessore al turismo di Anacapri, concorda con il sindaco di Capri, ma non esclude la possibilità di rivolgersi ad associazioni presenti nel comune di Anacapri. Sergio Gargiulo, presidente federalberghi precisa: «Capri non ha strutture alberghiere che possano essere occupate ai costi proposti dal governo». A Ischia perplessità ma nessuna polemica alla notizia di una possibile accoglienza di migranti-rifugiati, Di certo è più articolata la ripartizione del posti sull’Isola verde: dieci a Serrara Fontana, sedici a Lacco Ameno e ventitrè a Casamicciola. Sono queste le quote di migranti da accogliere assegnate ai comuni ischitani al di sotto dei diecimila abitanti. Per Barano d’Ischia, Ischia e Forio, il conteggio è rinviato ai prossimi giorni, quando saranno convocate le municipalità della provincia di Napoli che superano la soglia dei diecimila abitanti. Meno di una cinquantina al momento, dunque, i richiedenti asilo nel nostro paese che verranno sbarcati sulle coste isolane. Un numero destinato a triplicarsi, secondo quanto si è appreso, allorquando verranno decise le quote che comprendono anche i tre maggiori comuni dell’isola verde.