Riesame: niente arresti agli indagati nell’inchiesta di Capri. Palombi, difensore di Cacciapuoti: “Smontato gran parte dell’impianto accusatorio”

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piazzadesertajpgAnna Maria Boniello – Capri. Niente arresti in carcere per gli indagati finiti nella bufera giudiziaria che sconvolse gli ambienti del Comune di Capri e il settore edilizio. Il Tribunale del Riesame di Napoli, decima sezione, ha respinto le richieste di aggravamento delle misure cautelari avanzate dal pm Giuseppina Loreto nei confronti dell’ex comandante della stazione dei carabinieri di Capri Michele Sansonne, dell’ex capo del settore edilizia privata dell’ufficio tecnico del Comune di Capri architetto Mario Cacciapuoti, dell’imprenditore Francesco Giuliano Verardi e del maresciallo della guardia di finanza Pasquale Franco. I 4 sono indagati, a vario titolo, con le accuse di concussione, corruzione, falso, rivelazione di segreti d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico, in un’inchiesta della Procura di Napoli, condotta dai pubblici ministeri Woodcock, Carrano e Loreto e affidata ai carabinieri del Noe. L’indagine portò il 6 novembre 2015 alla notifica di un’ordinanza cautelare firmata dal gip Ludovica Mancini nei confronti del maresciallo dei carabinieri Sansonne e del maresciallo della guardia di finanza Franco sospesi dal servizio (il primo per un anno e il secondo per otto mesi), nei confronti del funzionario dell’ufficio tecnico del Comune Cacciapuoti destinatario del divieto di dimora a Capri con sospensione dal pubblico impiego per un anno e dell’imprenditore Verardi sottoposto all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Provvedimenti che furono confermati poi dal Riesame, mentre la Procura presentò appello chiedendo per tutti e 4 gli indagati l’aggravamento delle misure per esigenze cautelari. Per l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Capri Sansonne e per l’architetto Cacciapuoti il pm aveva chiesto la detenzione in carcere. Ieri è stata notificata l’ordinanza del Riesame che ha respinto le richieste per tutti. Per Sansonne, Cacciapuoti e Franco, dopo il rigetto dell’istanza del pm Loreto che venne presentata al Riesame, restano in vigore le misure emesse a novembre dal gip, invece per Verardi si è già espressa la Cassazione annullando l’ordinanza. L’inchiesta della Procura era partita nel 2013 quando Costanzo Cerrotta, il presidente della “Capri Servizi”, la società comunale che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, rese deposizioni spontanee ai carabinieri del Noe sulla gestione delle pratiche dell’edilizia privata a Capri. Nell’ambito dell’inchiesta, a conferma delle accuse mosse dal presidente Cerrotta, furono ascoltati tecnici, imprenditori che lavorano sull’isola e committenti delle opere. Gli inquirenti ascoltarono i geometri Angelo Amura, Sergio Federico, Salvatore Salvia, Mariano Pollio Benvenuto e Raffaele Pollicino, gli architetti Nicola Pisacane e Crescenzo Mariniello, gli imprenditori Maurizio Castellano e Andrea Staiano e i committenti dei lavori Alessandro Reale, Ciro Gargiulo, Ciro Alfano e Antonio Alfano. Soddisfazione è stata espressa dal professore Elio Palombi, storico penalista napoletano, che insieme all’avvocato caprese Giancarlo Mariniello assiste l’architetto Mario Cacciapuoti. “Il rigetto della richiesta di aggravamento della misura cautelare per il mio cliente – dichiara il prof Palombi – ha smontato l’impianto accusatorio lasciando in piedi su undici episodi contestati dai pm solo due. Il prossimo passo sarà quello di chiedere al gip la revoca delle misure della sospensione dal servizio e del divieto di dimora a Capri essendo decadute la gran patte delle accuse”. L’inchiesta, durata circa tre anni, ora va avanti in attesa della conclusione delle indagini.