Aperta dalla Procura di Napoli un’inchiesta sulla morte del trentaduenne caprese Stefano Federico, avvenuta nell’area portuale di Napoli

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[da Il Mattino del 18.1.2011] Anna Maria Boniello. Capri – La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta sulla misteriosa morte di un giovane caprese, Stefano Federico, 32 anni che ieri, secondo le dichiarazioni di due vigilantes, si è accasciato mentre discuteva con loro che lo avevano fermato in un’area del porto di Napoli, inibita al pubblico. L’episodio è accaduto intorno alle 14.00 di Domenica lungo la banchina del Molo Beverello adibita all’ormeggio delle navi in partenza per la Sicilia. I vigilantes avrebbero bloccato il giovane mentre attraversava lo spazio proibito e, secondo una loro dichiarazione, mentre intervenivano il giovane si è accasciato al suolo. Probabilmente, secondo una prima ricostruzione dei fatti da parte di parenti ed amici, Stefano si era introdotto in quell’area per raggiungere velocemente l’altro versante del porto, a Calata di Massa, dove era in partenza alle 14.20 il traghetto Caremar diretto a Capri. L’inchiesta sulle cause che hanno provocato la morte di un giovane apparentemente in buona salute, che secondo i familiari non aveva mai accusato seri problemi, è stata affidata al Pubblico Ministero Alessandro Cimmino. Il Pm ha già disposto l’autopsia sulla salma del giovane onde poter accertare le reali cause del decesso, ed ieri mattina in Procura si è recato anche il fratello maggiore dello sventurato Stefano, l’Avvocato Marco Federico, il quale, in attesa delle indagini, insieme ai suoi genitori ed all’altro fratello, ha dichiarato che, se dalla Procura non è già arrivata la disposizione, di voler presentare istanza al Magistrato per far visionare le telecamere di sorveglianza che si trovano sicuramente lungo l’area dove è avvenuto il decesso. Una morte improvvisa ed inaspettata che presenta una serie di interrogativi e dubbi, che potranno essere sciolti solo dopo che saranno resi pubblici gli esiti dell’esame autoptico. La notizia della morte del giovane caprese al Molo Beverello, arrivata a Capri domenica pomeriggio, ha creato un clima di sconcerto e di dolore specialmente tra i tanti giovani amici dello scomparso e degli altri due fratelli Federico. Ieri pomeriggio erano in molti ad interrogarsi su cosa potesse essere successo al loro compagno, che pur vivendo a Napoli, dove lavorava presso il Grand Hotel Vesuvio sul lungomare, era solito ritornare ogni settimana sull’isola per coltivare le sue amicizie e le sue passioni. Stefano era un ragazzo sportivo ed aveva cura del suo fisico, e quotidianamente praticava il jogging, ed era cordiale con tutti, e a Capri frequentava i luoghi solitamente affollati di giovani. Era un giovane brillante ed intelligente, parlava più lingue e tra queste parlava correntemente il Giapponese, che aveva imparato da autodidatta. Una delle sue altre passioni legate al Sol Levante era quella di creare origami che regalava ai suoi amici, sbalordendoli per la sua abilità. I funerali si terranno sull’isola dove è prevista una folta partecipazione, non appena la salma sarà restituita ai familiari dopo gli esami autoptici che sono previsti per i prossimi giorni.