Anacapri città dell’ olio, convegno universitario con al centro le qualità degli oli extravergini

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Fonte: ilmattino.it del 5 settembre 2021

di Mariano Della Corte

Anacapri, si conferma sempre più attenta alle politiche green e lo fa promuovendo varie iniziative legate alla valorizzazione della sostenibilità ambientale e all’ utilizzo delle risorse del territorio. Il comune di sopra dell’ isola azzurra, infatti, rientra da ben quattro anni nella rete delle “città dell’ olio” ed ha ospitato nei primi giorni di settembre un convegno dal titolo: “Claim salutistici e valorizzazione degli oli extravergini di oliva di alta qualità”. Una due gironi di incontri tra il 2 e 3 settembre, presso la sala Mario Cacace del centro congressi Paradiso, con ricercatori universitari, professori ed esperti della filiera olivicola. A coordinare i lavori il Prof. Raffaele Sacchi , del Dipartimento di Agraria dell’ Università di Napoli Federico II. Ad intervenire, vari ricercatori provenienti da tutta Italia: le Università di Firenze, di Milano, di Torino, di Lecce e Bari, coordinate dall’ Università di Napoli Federico II, tramite il Dipartimento di Agraria. Tema centrale del convegno: l’ alta qualità dell’ olio extravergine di oliva, in particolare delle sostanze polifenoliche, antiossidanti importantissimi per la nostra salute. Ha dichiarato il prof Sacchi : “Abbiamo studiato come il consumatore percepisce queste informazioni dell’ alto livello di antiossidanti e soprattutto se è in grado di riconoscerle e pagare un olio di alta qualità. La presenza della maggiore intensità delle note amare e piccanti dell’ olio, proprio legate alle molecole antiossidanti, viene accettata o può essere mediata con la gastronomia.” Un lavoro molto interessante fatto con i produttori, con i ricercatori per aumentare la qualità e i livelli di antiossidanti negli oli e veicolare la risposta dei consumatori all’ informazione per acquisire un cibo con maggiori effetti sulla salute. Ha sottolineato Sacchi: “Siamo molto felici di essere stati ospitati qui a Capri che negli ultimi anni ha sviluppato una cooperativa di produttori olivicoli con l’ Oro di Capri che stanno lavorando molto bene nel recuperare gli antichi oliveti e nel produrre un olio di eccellente qualità. Auspichiamo quindi una sempre maggiore conoscenza dell’ olio di oliva per un consumatore sempre più in grado di apprezzare e di remunerare il lavoro dell’ agricoltore.” Ad intervenire anche il dott. Carlo Lelj Garolla , coordinatore ed esperto di paesaggio de “L’ Oro di Capri” che ha posto l’ accento sui valori di educazione al paesaggio all’ interno degli asset dell’ associazione di olivicoltori capresi: “Quest’ anno per il primo anno in maniera abbastanza organica abbiamo promosso una serie di iniziative con le scuole elementari e medie per educare i bambini al rispetto del paesaggio e alla sua ricostruzione. Abbiamo mostrato loro come siamo riusciti a recuperare tutti gli uliveti e fatto vedere ai ragazzi come la vegetazione nel tempo è cambiata. “Tutti gli uliveti invasi dalla macchia – ha concluso Lelj – sono stati ricostruiti e recuperati senza creare specificità di coltivazioni ma lasciando all’ interno degli uliveti la tipica macchia mediterranea, mantenendo un ottimo connubio tra le pianete di macchia e gli olivi, cosa che stiamo imparando a capire. La presenza della macchia negli uliveti garantisce, infatti, una serie di profumi e peculiarità all’ olio che sono senz’ altro un valore aggiunto.” Ha dichiarato inoltre l’ agronomo Angelo Lo Conte , in prima linea nel recupero degli antichi uliveti anacapresi, sin dalle fasi inziali dell’ associazione L’ Oro di Capri: “Ad Anacapri, circa 8 anni fa, è nata l’ associazione L’ Oro di Capri con l’ intento di recuperare il paesaggio olivicolo isolano ed avviare una produzione di olio extravergine di oliva di qualità. Nel corso di questi anni è stato fatto un lavoro graduale col recupero di importanti superfici olivetate nel pieno rispetto della biodiversità locale, della sostenibilità ambientale, cercando di fare in modo di mettere in sicurezza il territorio ed attraverso queste pratiche sostenibili, mettere a riparo il territorio dai rischi, dal rischio incendio, dal rischio idrogeologico e dal rischio di abusivismo edilizio.” Ha sottolineato infine Lo Conte: “Rispetto a queste tematiche è chiaro che si è man mano anche affinato il processo dio produzione dell’ olio con tutte le criticità di avere un olivicoltura su un’ isola dove i terreni sono tutti terrazzati e dove non si può assolutamente meccanizzare, però con un importante valore da un punto di vista della biodiversità e soprattutto con la coscienza di fare degli sforzi eccezionali perché sull’ isola abbiamo un altissimo rischio di attacco della mosca dell’ olivo, che può portare ad un decadimento qualitativo dei frutti. Sull’ isola, inoltre, non esiste un frantoio e quindi c’ è la necessità di fare un grande sforzo logistico per portare le olive sulla terraferma ed ottenere un olio di altissimo pregio.”