Bus della morte, l’ultimo saluto a Emanuele

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

La salma di Emanuele Melillo è stata riconsegnata ai familiari, intanto si studia un piano antitraffico e si organizza la rimozione della carcassa dell’autobus. Il sostituto procuratore di Napoli, Giuseppe Tittaferrante, titolare dell’inchiesta sul tragico incidente del 22 luglio scorso, ha dato il suo nullaosta alla sepoltura dell’autista che ha perso la vita nell’incidente di Marina Grande in cui sono rimaste ferite 23 persone. Oggi nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno saranno eseguiti gli ultimi esami post autopsia sui reperti istologici (muscolo cardiaco ed encefalo) della vittima. Ad assistere agli accertamenti è stato delegato dalla legale della famiglia Melillo, l’avvocato penalista Giovanna Cacciapuoti, anche il genetista Carlo Sepe. Intanto, dopo i sopralluoghi effettuati l’altro giorno, si fa strada l’ipotesi che il mezzo attualmente ancora incastrato alle spalle dello stabilimento balneare verrà rimosso con un velivolo speciale senza essere toccato. Un particolare modello di elicottero, infatti, probabilmente dell’Esercito, dovrebbe recuperare in toto la carcassa e trasportarla sull’altro versante portuale dell’isola, dal quale un mezzo marittimo lo traghetterà a Napoli nei locali della polizia giudiziaria, a disposizione della procura di Napoli, per essere sottoposto ad una serie di accertamenti tecnici irripetibili, che in prima battuta sembrava potessero essere effettuati a Capri. E se gli approfondimenti autoptici e gli esami sul mezzo forniranno agli inquirenti ulteriori elementi di valutazione, continuano ad entrare nel quadro delle indagini anche le varie testimonianze che si stanno raccogliendo, ascoltando chi a vario titolo è coinvolto in quella tremenda mattinata a Marina Grande, tra i quali uno dei passeggeri che sostiene che l’autista non avrebbe avuto un malore e che, anzi, avrebbe tentato in tutti i modi di sventare l’incidente.A proposito del borgo marinaro isolano: il lavoro di riorganizzazione della viabilità è indirizzato verso due direzioni, da un lato la mobilità e dall’altro il servizio autobus. Sul primo aspetto, dopo aver installato un semaforo lungo la provinciale Marina Grande con senso unico alternato autorizzato solo per taxi e mezzi di soccorso, si cerca di capire come ampliare il raggio d’azione e alleggerire l’altra arteria, via Don Giobbe Ruocco, che dal tragico incidente ad oggi sta reggendo una movimentazione praticamente raddoppiata. Sulla questione autobus di linea le due amministrazioni comunali dopo aver sottoscritto in un documento inviato alla Prefettura ed alla Città Metropolitana la necessità che ci sia da parte dell’azienda di trasporto «il rispetto degli obblighi di servizio nonché una implementazione delle corse», sono pronte «ad assumere le proprie determinazioni fin anche tese ad adottare ordinanze contingibili e urgenti indirizzate ad altri vettori».