La lettura della domenica di Luigi Lembo – L’uomo che parlava con i fiori

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di Luigi Lembo

L’ artista è un sognatore, che non ha mai smesso di volare con la mente in posti reconditi, dove non a tutti è concesso l’ingresso. Lui ne è ospite e da quei posti prende ispirazione esaltandone l’intensità con le proprie opere.Il pensiero, la genialità e la passione che impiega in tutto quello che fa, che tocca e che dice. Mimì era così; un artista a prescindere. Domenico Ruggiero detto Mimì nasce come floricoltore. Di origini napoletane trova a Capri un contatto a lui più gradito con la natura; apre un vivaio e un negozio di rivendita e trova tra le sue piante, tra i suoi fiori, un rapporto quasi familiare e intimo.  Mimì parlava alle sue piante, sembrava quasi incoraggiarle ed essere più rigogliose, gli carezzava spesso le foglie ed era felice di vederle rispendere al sole di Capri. Le chiamava per nome le sue piante e, nonostante non avesse particolari titoli di studio, conosceva i nomi latini di tutte le specie presenti nel suo vivaio.Mimì Ruggiero iniziò a progettare giardini:  nel 1901, su incarico di Alfred Krupp gli fu commissionato di rendere gradevole un brullo sperone roccioso affacciato sulla baia di Marina Piccola, quel Giardino Krupp che divenne poi Giardini d’Augusto. Con la maestria di Mimì il luogo divenne in breve tempo un gradevole ed elegante parco dove, la natura e l’esplosione di colori di fiori e piante si incastonavano a meraviglia col superbo panorama.  Iniziò così la sua fama: fu incaricato di impreziosire l’area verde del Quisisana e progettò il giardino di Villa Torricella verso Marina Grande, proprietà delle eccentriche sorelle americane Kate e SaideeWolcott-Perry: una serie di terrazze dove arrivava il profumo del mare che si fondeva con quello di aranci e limoni che lui lì aveva voluto.Jaques Fersen, lo volle poi persua neoclassica Villa Lysis. Per renderla unica richiese la presenza di mirti e allori, tappeti di narcisi, boschetti di mimosa e una serra per le orchidee. La sua fama arrivò anche alla regina Vittoria di Svezia che  gli affidò il giardino di Casa Caprile ad Anacapri.Grazie alla sua amicizia con lo scrittore Compton Mackenzie, entrò nelle grazie di Edwin Cerio con cui impreziosì il giardino di Villa Il Rosaio ad Anacapri e la Casa Solitaria al Pizzolungo dove un terreno brullo divenne uno splendido parco verde con cipressi e pini d’Aleppio.  L’impresa più notevole venne però realizzata sul Monte Solaro, dove Compton aveva acquistato un villino con due ettari di terreno nella piana di Cetrella e l’intero versante rupestre di Ventroso, con promontori, creste selvagge e una piccola spiaggia. Lo scrittore incaricò Mimì di collegare casa e spiaggia tramite un ardito sentiero, spesso intagliato nella roccia con gradini scalpellati apposta.Compton e Mimì disseminarono sul versante di Ventroso pini ovunque fosse possibile e, attorno alla casa, tulipani, giacinti, anemoni e iris in un colorato tappeto primaverile. Lavorò poi per la ristrutturazione del grande parco privato di Villa la Schiava, in via Tiberio, residenza di fine Ottocento voluta dal pittore francese CélestinGandais, come quella del bosco di Tamborio. Raccontava una donna che aveva partecipato al suo funerale che, insieme a parenti e amici che seguirono il feretro, piangevano ancor più forte i tanti fiori delle corone donate che l’avevano accompagnato lungo il suo ultimo viaggio verso i fioriti giardini del cielo.