La tragedia di Marina Grande non ferma gli sbarchi del weekend

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

Silenzio, ma anche voglia di ripartire. Marina Grande è meno rumorosa e colorata del solito, il borgo appare triste, quasi sbiadito, ma il terminal portuale, unico punto di approdo dell’isola azzurra ha, comunque, collaborato per tornare a qualche sprazzo di normalità. Aldilà di tutto, ieri era pur sempre l’inizio di un weekend e Marina Grande ha offerto il consueto scenario di andirivieni , persone che sbarcavano con le valigie, richieste di informazioni, i transfer per gli hotel e le altre strutture ricettive, i portabagagli, i tassisti, gli ormeggiatori, tutto come sempre per accogliere gli arrivi dei vacanzieri italiani e stranieri che vengono qui per trascorrere ore di relax, divertimento e spensieratezza. A Marina Grande diversi i curiosi che, all’arrivo a Capri, portavano subito lo sguardo verso la zona dell’incidente, la carcassa dell’autobus che si fa fatica a rimuovere, il parapetto distrutto dallo schianto del mezzo, e chi invece, sbarcato sul porto, volgeva volontariamente lo sguardo dall’altra parte, per evitare commozione e lacrime, rabbia e tristezza. Anche per il fatto che tuttora parte dell’area è interdetta, ieri Marina Grande non è stata presa d’assalto dagli itinerari balneari di turisti vacanzieri e di quegli isolani che avevano nei loro programmi una giornata al mare tra tintarelle tout court e tuffi dagli scogli. In molti hanno virato sugli altri versanti dell’isola, Marina Piccola, la Baia dei Faraglioni e lontana da troupe televisive, rilievi degli inquirenti, videomaker di ogni tipo e natura, che girano intorno al luogo che, in pochi attimi ha conquistato tristemente le aperture di tutti i telegiornali. E tanti altri hanno addirittura optato per l’altro comune dell’isola, Anacapri, forse più lontano da raggiungere, rispetto alla comoda Marina Grande, ma, almeno, la Punta Carena da un lato e Gradola, sopra la Grotta Azzurra, dall’altro, facevano da effetto filtro e ad allontanare questa strana sensazione che dalle 11.30 di giovedì aleggia su di un’isola che, fino a quel momento era intenta a continuare quella ripartenza turistica così tanto attesa. E, purtroppo, con un morto e 23 feriti, la tragedia rischia di lasciare qualche strascico anche sulla movimentazione turistica. Gli operatori temono che possano giungere cancellazioni: un vero e proprio incubo in una stagione che resta contrassegnata dal timore di cali dei volumi di vacanzieri che si sta registrando ad esempio nella vicina penisola sorrentina. L’obiettivo, dunque, è quello di superare senza dimenticare, continuare ad essere quella isola straordinaria che, in un attimo, tra macchina dei soccorsi e volontari, si è raccolta nel luogo dell’incidente per dare il massimo, per aiutare in ogni modo i feriti, per fare chiarezza su ciò che è successo.