Grand Hotel Quisisana: Da Oscar Wilde a Jackie Kennedy vite tra scandali e amori proibiti

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Seggiovia Monte Solaro

Fonte: Il Mattino del 21 luglio 2021

di Gigi Di Fiore

Pensava che nell’ isola più famosa del mondo e nel suo grand hotel più prestigioso tutti avessero mentalità aperta, lontano da pregiudizi. Ma Oscar Wilde dovette ricredersi. Quando, quella sera del 15 ottobre 1897, entrò nella grande sala da pranzo del Quisisana con il giovane compagno lord Alfred Douglas, il suo Bosie, fu accompagnato da bisbiglii e proteste. Lo scrittore inglese aveva lasciato da poco il carcere inglese di Reading dopo la condanna per sodomia e pensava che Capri fosse il rifugio ideale per dimenticare e vivere tranquillo la sua storia d’ amore. Invece quella sera, su invito di Federico Serena, allora proprietario del Quisisana, la coppia fu costretta a lasciare il grand hotel. Li ospitò lo scrittore-medico svedese Axel Munthe, che aveva ad Anacapri il suo buen retiro a Villa San Michele. «Mi hanno negato il pane» gli disse Wilde. Storie e aneddoti del più famoso e prestigioso hotel caprese, nato come casa di cura nel 1845, con il nome benaugurante di Quisisana, tutto attaccato.

LA CLINICA-HOTEL Il medico inglese George Sidney Clark a metà 800 pensava che Capri avesse clima e luoghi ideali ad alleviare malanni diversi. E aprì la sua clinica Quisisana. Ma si accorse presto che quello che pensava dovesse essere un sanatorio veniva scelto dai suoi clienti-pazienti più come locanda, per godersi l’ isola. E ne decise la trasformazione. Alla morte di Clark, moglie e figli trasferirono l’ hotel al maggiordomo Federico Serena. Poi, attraverso successivi passaggi di mano, si arrivò alla vendita all’ imprenditore Max Grundig, nome famoso nel settore degli elettrodomestici. Fu Grundig che, nel 1981, decise di cedere l’ hotel a una famiglia caprese: i Morgano. E il Quisisana tornò in mani capresi. L’ hotel si conquistò presto fama internazionale, apprezzato molto da Friedrich Krupp il re delle acciaierie tedesche diventato ricco fornendo materia prima alla produzione bellica. Quando approdava a Marina piccola con i suoi yacht Maya e Puritan, l’ imprenditore tedesco saliva al Quisisana, dove aveva sempre una camera a sua disposizione. Per raggiungere l’ hotel in modo più agevole da Marina Piccola, nel 1902 Krupp comprò un’ intera area e vi fece costruire la strada arrampicata tra le rocce che porta il suo nome e oggi avrebbe bisogno di definitivi restyling.

Quando a Capri, ormai meta della mondanità internazionale, si sviluppò via Camerelle con i negozi delle grandi firme e passeggiata di nomi famosi, il Quisisana ne divenne crocevia insostituibile. Un simbolo dell’ isola, con la sua caratteristica struttura architettonica. Vi alloggiò Ernest Hemingway come Jean Paul Sartre. E poi, in un elenco da riempire interi libri, Gianni Agnelli, Jackie Onassis, Ted Kennedy, Gerarde Ford, le famiglie reali dei Savoia e degli Hohenzollern. Ma anche Alberto Sordi, Gigi Proietti, Carla Fracci, Claudia Cardinale, Tom Cruise.

L’ IMPERATORE Da Napoli, lo scrittore russo Maksim Gor’ kij approdò a Capri e prese temporaneo alloggio al Quisisana, fiducioso del clima isolano che poteva dare benefici alla sua tubercolosi. Avrebbe incontrato sull’ isola anche Lenin. Gli ufficiali americani scelsero il Quisisana come loro sede caprese e Curzio Malaparte, frequentatore abituale dell’ isola, lo testimonia in alcune pagine del suo «La pelle». «Al Quisisana ci fu un gran ballo di gala in onore dei liberatori…l’ orchestra del Quisisana suonava Star Dust» scrive Malaparte.

Ma, prima dell’ arrivo degli americani, l’ hotel fu preferito anche dai gerarchi fascisti in vacanza a Capri. Edda Mussolini e Galeazzo Ciano vi passarono la prima notte di nozze. Quei passaggi di epoche sono testimoniati dalla scritta sulla facciata: «1929 Società Italiana Alberghi VII anno dell’ era fascista».

Un hotel-riferimento per l’ isola, che divenne tappa obbligata per la mondanità di Capri. Al Quisisana alloggiava il principe Dado Ruspoli, che poteva vantare nell’ albero genealogico di famiglia ben nove Papi. A lui si ispirò Totò per il personaggio del gagà nel film «L’ imperatore di Capri», scimmiottando il principe che passeggiava per via Camerelle con un pappagallo appollaiato sulla spalla. Ma anche Totò barone De Curtis dormì al Quisisana, prima di affittare Villa Alfa sua casa sull’ isola.

Dalla strada dei negozi alla terrazza del Quisisana, vera e propria passerella di celebrità. Si moltiplicarono i pettegolezzi nei saloni dell’ hotel, quando divennero scenario della burrascosa storia sentimentale tra la ricca ereditiera australiana Frances Loyd e la bella baronessa milanese Mimì Franchetti. Era il 1918, 21 anni dopo l’ intolleranza nei confronti di Oscar Wilde. La Franchetti arrivò al Quisisana nel maggio del 1918, vivendo relazioni parallele con la Loyd e la musicista classica Renata Borgatti.

GLI IMPRENDITORI Quasi tutti i grandi imprenditori italiani sono passati per il Quisisana: gli Agnelli, gli Augusta, i Gazzoni. E anche il produttore Dino De Laurentiis, zio «americano» del presidente del Napoli.

Un grand hotel sinonimo di Capri, quasi come la grotta azzurra, i faraglioni, la certosa. E le sue terrazze custodiscono aneddoti.

Lo scrittore americano Francis Scott Fitzgerald arrivò a Capri con la moglie Zelda. Ai tavolini del Quisisana, finì di correggere le bozze del «Grande Gatsby». La coppia dormiva al Tiberio, ma trascorreva sempre le serate al bar del Quisisana. Fu proprio lì che lo scrittore, ubriaco e irritato con la moglie che lo distraeva nel lavoro, si avvicinò a Edwin Cerio, scrittore e ingegnere caprese, e gli urlò: «Balla con mia moglie!». Storie di Capri e del suo grand hotel.

Seggiovia Monte Solaro