Capri, il chiosco Scialapopolo è tornato Nuovo indirizzo, stesse ricette (segrete)

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Seggiovia Monte Solaro

Fonte: Il Mattino del 16 luglio 2021

di Anna Maria Boniello

È tornato sulla scena dell’ estate caprese il chioschetto di gelati, spremute e golosità Scialapopolo, il luogo cult aperto nel 1952 in una Capri molto diversa da quella di oggi, scevra di mondanità e stili di vita globalizzati, e chiuso 14 anni fa per sopravvenuto sfratto: cambiato l’ indirizzo – non più via Quisisana, a un passo dall’ angolo con via Camerelle, ma in via Roma, nel cuore della passeggiata che guarda Napoli – non cambiano l’ atmosfera e soprattutto le specialità. Dietro al banchetto si ritrova ancora uno degli Scialapopolo, il figlio del fondatore, Mauro, che continua la storia di famiglia proponendo a circa 70 anni di distanza le stesse golosità e le stesse ricette, dai panini alle pannocchie, dal cocco-lemon al succo di cocomero. E naturalmente non manca la mitica salsetta con cui mamma Vittoria condiva i panini, la cui ricetta è rimasta un segreto di famiglia.

I PERSONAGGI D’ altronde finchè è stato in via Quisisana non c’ è stato personaggio famoso che non abbia sostato al chioschetto Scialapopolo: da Rascel a Gassman, da Gigi Proietti a Mariah Carey, da Soraya, Silvio Berlusconi, Lucia Bosé, a Jaqueline Kennedy, Brigitte Bardot, Renzo Arbore quando aveva casa a Tragara, e ancora da Mariangela Melato, Luciano De Crescenzo, Danny De Vito, Liza Minelli, a Naomi Campbell con Domenico Dolce e Stefano Gabbana, non c’ è vip di cui gli Scialapopolo non conservino uno scatto.

Fino a Fabio Cannavaro e Massimo Oddo, che nel 2006 andarono proprio lì a festeggiare, a colpi di granite, la vittoria del Mondiale.

Nessuna meraviglia perciò che la notizia della chiusura di Scialapopolo – nome dato alla famiglia Spataro che aveva creato l’ omonimo gruppo folkloristico – scatenò una vera e propria ribellione.

Si mobilitarono colonie di giovani, persone di tutte le età, rappresentanti di istituzioni: persino l’ allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell’ estate del 2007, fu tra i firmatari della petizione che alla fine di firme ne raggiunse diecimila.

LA RIPARTENZA Non ci fu nulla da fare. E dopo 14 anni la tradizione sembrava perduta. Ma nell’ estate della ripartenza post-pandemia, non poteva non ripartire anche questo simbolo della Capri più vera. Una scelta vincente per Mauro, che sta già raccogliendo un coro di consensi insieme a Enzo e Massimo, i proprietari del ristorante Al Caprì che hanno voluto dedicare una parte dello spazio esterno del loro locale allo storico chiosco. E l’ album delle fotografie ha subito ripreso ad arricchirsi. Non appena arrivata a Capri, ad andare a salutare Mauro e gustare una delle sue specialità è stata Caterina Balivo, sull’ isola per il relax estivo nella sua casa a pochi passi dalla Certosa di San Giacomo. Così come Alessandro Preziosi, che ha già preso l’ abitudine – anzi ripreso, lui che da ragazzo, con la sua comitiva di amici, era tra i frequentatori più accaniti del chiosco di via Quisisana – di fermarsi in piena notte, per un gelato e due battute prima di rincasare.