Letture della domenica – di Luigi Lembo – La misteriosa scomparsa della dottoressa Tirone

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Seggiovia Monte Solaro

di Luigi Lembo

Potrebbe essere considerata una vera ghiotta spy story all’italiana, eppure la vicenda che vogliamo raccontarvi oggi ha avuto pochissimo riscontro sulla stampa e resta a tutt’oggi un vero e proprio mistero.  Parliamo della scomparsa della Dottoressa Tirone, noto personaggio televisivo celebre per le sue diete. Alma Manuela Tirone era nata a Napoli nel 1952 e si era laureata in medicina nel 1976 alla Federico II di Napoli, allieva di un endocrinologo di fama come Lucio Zarrilli, per poi specializzarsi a Roma in malattie del metabolismo. A Canale 21, una delle più antiche tv private italiane, era diventata popolare conducendo una delle prime trasmissioni in diretta con il pubblico, ma la notorietà era aumentata dopo il racconto, a fine anni Novanta, del suo lungo legame con il pittore Renato Guttuso, di cui dichiarò di essere stata amante e musa, nonché modella per il celebre quadro Il Caffè Greco.  Imprenditrice, fondò alcune società per la produzione e commercializzazione dei suoi prodotti e, progressivamente, le sue televendite e spot pubblicitari vennero trasmessi anche da tv nazionali ove partecipò a vari programmi come ospite e fu – nel momento di massima popolarità – finanche oggetto di una parodia a Drive In, programma cult degli anni ’80, con Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti che ne fecero uno dei personaggi preferiti da imitare. Nel frattempo, però, agli albori di Tangentopoli, diventa testimone, davanti ai PM partenopei, degli scandali della Sanità campana nel cui vortice c’era proprio il ministro di allora Francesco De Lorenzo. Un sistema malato, che applicava alla medicina le logiche più perverse dell’aziendalismo, e che lei stessa aveva conosciuto accettando una candidatura alle elezioni amministrative per il vecchio PLI. In seguito al suo coinvolgimento consegna numerose memorie scabrose ai magistrati, senza sapere che da li a poco sarebbe stata inghiottita anch’essa dal vortice della malagiustizia. E’ il dicembre 2001 quando  Alma viene prelevata nel suo studio dagli uomini della squadra mobile di Napoli. C’è un mandato di arresto, la Tirone è incredula, casca dalle nuvole. L’accusa è quella di aver incassato per errore un vaglia postale di 156.000 lire ed essere conseguentemente rinviata a giudizio per appropriazione indebita. Viene arresta e reclusa per otto giorni come una criminale, nel carcere femminile di Pozzuoli. Dallo scandalo giudiziario non riuscì più a risollevarsi, ma ciò nonostante denunciò un sospetto complotto nei suoi confronti, ordito da politici, magistrati e alti funzionari, poi coinvolti negli scandali di Tangentopoli. In conseguenza del suo calvario giudiziario Manuela fu depredata di tutti i suoi beni anche a seguito della condotta degli avvocati di cui si era fidata. Tra i beni confiscati una sua proprietà, una Villa a Via Krupp a Capri che lei amava particolarmente e che riteneva essere il suo bene più prezioso. Scagionata dalle accuse, agli inizi del Duemila tornò in tv e si dedicò alla gestione di un sito internet, finché improvvisamente non se ne ebbero più notizie. Che fine aveva fatto Manuela Tirone? Era morta così come si diceva? E se è deceduta, era stata davvero vittima di un male incurabile? Della scomparsa della Dottoressa Tirone se ne interessò anche la redazione di “Chi l’ha visto”,  dove un giovane giornalista di origine napoletana, Gianluca Nappo, rilevò la presenza solitaria sull’Isola della dottoressa proprio poco prima della sua scomparsa. Vengono acquisiti filmati e notizie, ma non se ne fa più niente. La scomparsa di Alma Manuela Tirone resta così uno dei tanti misteri legati a Capri, da parte di chi l’aveva scelta per amore e come sereno rifugio …