48 ore a Capri: i consigli per Lonely Planet

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Seggiovia Monte Solaro

Riportiamo l’intervista della nota guida Lonely Planet ad AnnaChiara Della Corte. Consigli e suggestioni per vivere “un’altra Capri” anche solo per 48 ore.

1) Capri non è solo mare: quali sono i 3 tesori artistici che chi viene qui non può perdersi?

Ne dico tre per Capri e tre per Anacapri, per par condicio. A Capri è d’obbligo un passaggio in Piazzetta, icona di mondanità e simbolo dell’isola stessa, come crocevia di culture, scambi, incontri. Soprannominata “Salotto del mondo”, sembra avvolgerti con il suo caratteristico stile architettonico, la grande cupola bianca della Chiesa di Santo Stefano che spicca in gran contrasto col cielo, le volte della navata , la facciata  del museo Cerio con le sue finestre blu,  la torre dell’orologio . Che tu decida semplicemente di attraversarla o di fermarti per un caffè in uno degli storici bar, non potrai non essere catturato dal suo fascino, che varia con lo scorrere della giornata, e delle stagioni. Parte dell’unicità della Piazzetta sono i vicoletti a questa collegati, che permettono di raggiungere quasi tutti i punti dell’isola. La Certosa di San Giacomo, il sito monumentale più antico di Capri. Edificato nel trecento, ospita  in modo permanente le opere del visionario artista  tedesco Karl Diefenbach, ed è sede di concerti, grandi eventi e attività culturali. Le arcate del chiostro grande, il delizioso chiostrino, la Chiesa con affreschi barocchi ed il romantico giardino con vista faraglioni, faranno della visita di questo sito un’esperienza indimenticabile. Villa Lysis, per chi ama passeggiare ed immergersi nella Capri più autentica, consiglio una tappa a nord est, nella storica dimora del conte Fersen. Esilio di un dandy di inizio novecento, che qui visse il suo amore e dolore, oggi è un luogo di pace e armonia con la natura circostante. Le vedute su punta campanella e l’isola de Li Galli da qui sono impareggiabili. La casa/museo  si conserva in maniera particolarmente fedele alla forma originaria : dalla struttura simile ad un tempio neoclassico,decisamente impattante nel paesaggio circostante, possiamo ancora visitarne gli interni: il salotto, le terrazze, la cucina, e la suggestiva sala dell’oppio dove il Conte si tolse la vita con un mix fatale di cocaina e champagne. Per Anacapri, come non citare la celeberrima Grotta azzurra, bene monumentale apprezzato in tutto il mondo. Un vero e proprio scrigno di meraviglie: sede in epoca romana di un sontuoso Ninfeo, sul fondo della grotta,  nella parte sommersa, vi sono delle nicchie che un tempo ospitavano dei reperti. Alcune statue, poi ritrovate, sono attualmente esposte nella Casa Rossa ad Anacapri. I giochi di luce che vediamo all’interno della grotta, frutto della  rifrazione dei raggi solari nell’insenatura di accesso, lasciano senza fiato. Da buio all’azzurro, al blu delle onde che diventano argento. Un viaggio nel viaggio, un intensità di colore che ti resta dentro. Un’alchimia incredibile.

Da consigliare, il maiolicato della Chiesa di San Michele nel centro storico di Anacapri. Realizzato nel 1761 da Leonardo Chianese con maioliche decorate che raffigurano la scena biblica del Paradiso terrestre ed il peccato originale. Un dettaglio che mi ha sempre colpito è il parallelismo del volto di ogni animale con sembianze umane.

Tappa al confine tra i due comuni, infatti si affaccia su marina grande e la residenza estiva di Tiberio, Villa San Michele, è splendidamente custodita dal consolato di Svezia sia internamente, che esternamente, tanto da rientrare ogni anno nei migliori giardini d’europa.

2) Tradizione o innovazione? Dove si posiziona Capri tra questi due valori?

Al confine, Capri la vedo come un gran classico, intramontabile.  Ma le sfide di oggi ci impongono di essere sempre più al passo coi tempi, i viaggiatori che la raggiungono sono internazionali ed abituati al altissimi standard nell’ospitalità come nei servizi. Il vero obiettivo per il domani è di predisporre un’isola green, finalizzare il completamento di corridoi ecologici che preservino le nostre coste, garantire una mobilità ecosostenibile, un’isola che sia fruibile con maggiore lentezza , per un turismo esperienziale, più consapevole e responsabile. A che serve correre immersi in tutta questa bellezza?


3 Quale opera d’arte/progetto artistico meglio rappresenta l’isola secondo te?

L’opera simbolicamente più forte è la Capri batterie di Joseph Beuys: una lampadina gialla con una spina agganciata ad un limone in una scatoletta di legno. Come a dire che l’energia delle nostre terre può potenzialmente generare luce. Un’opera concettuale esposta in gallerie e musei di mezzo mondo.Tra quelle presenti sul territorio citerei invece le tele di Diefenbach, esposte in Certosa, ed in particolare quelle che riproducono le luci dell’alba sulle rocce capresi. Una luce calda, che varia ogni giorno, un fascino mistico che oggi sembra lontano, ma che apparterrà per sempre a  quest’isola e non si cela a chi sa come scoprirla.

4) Dicci la cosa più unica di Capri per te.

Il suo magnetismo, l’ibridazione tra roccia e mare, tra natura e storia. Tra antico e moderno, quiete e mondanità. Difficile trovare un posto che racchiuda tutti questi contrasti. Se penso alle emozioni che Capri regala ,mi  immagino a passeggiare a Tragara e per il sentiero del Pizzolungo in primavera, o affacciarmi al belvedere di Punta cannone in una giornata invernale. Ma penso anche al people watching in Piazzetta, a commentare gli stili eccentrici di alcuni turisti senza molto pudore. Capri per più di 6 mesi l’anno è un formidabile luogo di incontri, di tutti i tipi.


5) Dicci una cosa che secondo te nessuno conosce di Capri.

Una volta un mio amico che era solito soggiornare sull’isola solo d’estate , decise di trascorrere un w-end caprese in autunno e mi disse tre cose di cui era rimasto stupito, e che prendo in prestito: la piazzetta e via Camerelle d’inverno paiono enormi, i faraglioni  cambiano colore, diventando verdi perché ricoperti dalla vegetazione, i bambini animano la piazza al mattino prima di andare a scuola, proprio come in tutte le piazze d’Italia.

Seggiovia Monte Solaro