Letture della domenica – La burrascosa vita di Gloria Magnus – di Luigi Lembo

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(c) The Mercer Art Gallery, Harrogate; Supplied by The Public Catalogue Foundation
Seggiovia Monte Solaro

di Luigi Lembo

La storia di Capri è caratterizzata spesso da personaggi dalla vita burrascosa o quanto meno estrosa; tra questi merita certamente  una menzione particolare l’inglese Gloria Magnus.  Gloria nacque nel 1908 e già diciannovenne andò in sposa ad Harold Haverson;  le sue fantasie romantiche d’adolescente mal si coniugavano con le esigenze di letto del suo focoso sposo tant’è che questi , stanco  della poca disponibilità della compagna decise di lasciarla.  Per distrarsi dal matrimonio naufragato Gloria decise di dedicarsi alla danza;  iscrivendosi alla scuola di Victor Silvestre e imparando i segreti della danza spagnola.  La sua predisposizione per l’arte della “mossa” e dei colpi d’anca attrassero comunque l’attenzione di un ebreo portoghese, Manfred Magnus, che decise di sposarla.  Magnus, come lo descrive Money nel suo celebre libro, era “piccolo e grasso  e il suo membro, così come lo descriveva Gloria, un foruncolo sulla cupola di San Paolo”.. Nonostante fosse, diversamente al precedente marito, pigro a letto, Magnus era particolarmente ricco tanto da permettere a Gloria di vivere nel lusso e di girare il mondo.  Nel 1949 vennero in visita a Capri e qui Gloria conobbe Pietro Cerrotta, un barcaiolo dallo sguardo attraente, non a caso soprannominato “uocchie argiento” per il colore chiaro e argenteo dei suoi occhi.  L’attrazione tra i due fu immediata e non ci volle molto che i due si mettessero a vivere insieme. A Magnus, rassegnato, non restò altro che il divorzio. Nel 1953 Gloria e Pietro decisero di aprire un ristorante a Marina Piccola affittandosi una parte della Pensione Weber. Il Ristorante da Pietro ebbe subito successo e, nonostante il menù limitato, si avvaleva di una posizione superba e della presenza di Gloria, libera di esprimere finalmente  la sua natura.  Attraente, vivace e cordiale Gloria non disdegnava vestire in modo seducente, magari indossando solo un maglioncino che lasciava intravedere le forme,  un pantaloncino corto e in testa un immancabile turbante. Durante il lavoro non disdegnava di cantare e intrattenere i clienti con un parlato tra il londinese e il dialetto napoletano, storpiando vocaboli e portate tanto che il piatto più richiesto, la frittura di pesce, diventò, a furor di popolo,  come lei lo chiamava la “fregatura mista”. A differenza della Canzone del Mare, il ristorante restava aperto anche d’inverno diventando un punto di riferimento per tutta la comunità di stranieri che frequentava l’Isola.  Sir Noël Coward, noto commediografo, attore,  e compositore di canzoni , habitùe della cucina di Pietro e Gloria si ispirò a lei per una famosa  canzone da lui scritta (A Bar on the Piccolo Marina del 1955). Le tante targhe di navi militari presenti nel salone del ristorante facevano sentire a casa i militari delle truppe Nato di stanza a Pozzuoli e che non disdegnavano venire a Capri per momenti di relax.  Addirittura le navi militari che passavano per Marina Piccola non disdegnavano a fare quello che oggi si chiamerebbe “inchino” salutando col suono delle sirene la bellezza locale, ricambiati da Gloria che li salutava sventolando  una tovaglia dalla terrazza.  La sua fama non era naturalmente gradita dagli altri ristoratori della zona che intrapresero anche un’azione legale per farla andar via dall’Isola senza però riuscirci.  Nel 1976 il ristorante chiuse ma Gloria restò ancora a Capri vivendo all’hotel San Felice che Pietro, con il fratello  Don Costanzo, avevano nel frattempo aperto.   Nonostante non più giovanissima Gloria continuò a farsi nuovi amici alternando il soggiorno caprese con gli inverni passati nella nebbiosa Londra. Quando passava per la Piazzetta era d’obbligo per lei far  una tappa nella chiesa S Stefano che l’affascinava particolarmente e fu proprio il giorno di S Stefano  del 1984, pochi giorni prima  del suo settantasettesimo compleanno, che lasciò questo mondo.