Letture della Domenica/ Il Gallo e la Campana – di Luigi Lembo

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Seggiovia Monte Solaro

di Luigi Lembo

E’ stato da sempre considerato il primo negozio di lusso a Capri, aperto al civico 53 di via Camerelle nel 1947,  dal napoletano Pietro Capuano, soprannominato dagli amci Chantecler, il gallo.  Il nome della gioielleria prendeva spunto  proprio dall’ affinità tra il carattere di Pietro, eccentrico, irriverente e affascinante e il gallo Chantecler, protagonista della omonima novella di Edmond Rostand, (famoso per il «Cyrano de Bergerac») del 1910, in cui gli attori sono travestiti da animali del pollaio. Chantecler è il protagonista, gallo presuntuoso e amato da tutti, che pretende di essere lui, con il suo canto, ad ordinare al sole di alzarsi al mattino. La nascita di Chantecler, come racconta la storia ufficiale dell’azienda, si intreccia con uno specifico momento per la storia d’Italia e il mondo intero. Siamo negli anni tra il 1943 e il 1944, ultimi anni di guerra che preannunciano l’arrivo della pace e di un boom economico senza precedenti. Sullo sfondo la storia di una grande amicizia, quella tra Pietro Capuano, giovane gioielliere napoletano, e Edda Ciano. Capuano, figlio della buona borghesia napoletana, fin dagli anni Venti del Novecento girò l’Europa approfondendo i suoi studi nel campo della gioielleria e affermandosi come gemmologo. Nel 1929 sbarcò sull’Isola al seguito di un principe indiano che voleva acquistare una partita di diamanti, e ne rimase così affascinato da farne la propria base, acquistando una villa a Tragara con vista sui Faraglioni.  Nel 1944 a Capri vi era un rest-camp della American Air Force, l’aviazione americana. Pietro Capuano, rifacendosi alla leggenda dell’Arcangelo Michele, decise di realizzare una campana in bronzo e di regalarla al presidente degli Stati Uniti  Roosvelt come viatico per l’imminente pace.  Il cimelio è ancor oggi conservato al Memorial Franklin Delano Roosevelt di New York. La campana divenne così un simbolo e un portafortuna per molti soldati americani di stanza in Italia tra il 1943 e il 1945, e in seguito, prodotta in oro e pietre preziose, smaltata o in argento Nel 1947, Pietro Capuano insieme all’ amico Salvatore Aprea aprirono, a Capri, la gioielleria Chantecler che, fin da subito, ebbe tra i suoi simboli proprio la Campanella il cui tintinnare è ancora oggi segno di felicità di pace e di amore. Pietro Capuano, soprannominato da tutti Chantecler, era un uomo dotato di una personalità stravagante. Un dandy che sapeva incantare gli ospiti delle sue memorabili feste. Salvatore Aprea invece  era un giovane caprese, testardo e ribelle. Nonostante gli studi in giurisprudenza decise di dedicare la sua vita all’arte e soprattutto all’Alta Gioielleria. Una mente creativa che ha saputo nel tempo sfruttare la sua immaginazione visionaria per realizzare capolavori di mirabile manifattura. Ancor oggi Chantecler è una delle più dinamiche realtà imprenditoriali italiane, guidata dai figli di Salvatore Aprea: Maria Elena, Costanza e Gabriele con la moglie Teresa, visionari imprenditori italiani, animati da una grande passione per il bello e dalla capacità di riconoscerla immediatamente. Hanno saputo raccogliere l’immensa eredità ricevuta e coltivarla con passione, intelligenza, lungimiranza, ma soprattutto con amore e attaccamento ai valori che hanno reso possibile tale successo.