Antonio Ievolella alla Certosa di Capri

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Fonte: Roma

Prorogata al 30 aprile la mostra di Antonio Ievolella (nella foto, un particolare dell’ installazione) alla certosa di Capri , che ha visto grande partecipazione anche grazie all’ iniziativa della Direzione regionale Musei Campania di istituire due settimane di ingresso libero fino al 29 gennaio per festeggiare la riapertura dei musei e dei siti archeologici della rete. Per ora, salvo diverse disposizioni, resta aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, con esclusione dei weekend e dei giorni festivi. Acura di Virginia Baradel, Valerio Dehò e Andrea Del Guercio, ha un allestimento che vede l’ acqua come motivo ispiratore e così i 30 otri di terracotta su strutture di ferro in sospensione sono dei veri e propri vasi – grembi che costituiscono la forma plastica scelta dall’ artista quale motivo ricorrente delle installazioni.

L’ otre diventa un dispositivo simbolico che allude al l’ uomo e alla sua unicità e, in particolare, al monaco nel suo silenzioso e volontario isolamento, pur all’ interno di una dimensione collettiva. E se, secondo Alberto Savinio, “Capri è uno dei punti magnetici dell’ universo”, certamente quest’ isola è la cornice perfetta per la mostra di Antonio Ievolella.

“Fons Vitae è un’ installazione complessa, ricca di significati. È costruita come una specie di corteo che procede di otre in otre penetrando negli spazi assorti, luminosi e sacri della Certosa di Capri. Rappresenta un culmine nell’ opera di Antonio Ievolella che conduce con essa la sua arte verso una felice sintesi tra la solidità della forma plastica e l’ intima trascendenza della forma simbolica. Anfore di terracotta, avvolte di segni, e canne di ferro che le tengono sollevate; corpi che conoscono la gravità e impalcati lineari che formano un ponte per tenerle sospese e farle avanzare nel solenne silenzio dei chiostri”, così Virginia Baradel, curatrice della mostra, descrive il progetto.