Abbazie e luoghi di culto: la la Certosa di Capri e l’Abbazia di San Nicola alle Tremiti

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Fonte: Latitudes

di Lucio Rossi

Con le due abbazie del sud d’Italia si conclude la visita a luoghi di fede celebrati e a località turisticamente notevoli. I monasteri e i luoghi già visitati sono stati: San Fruttuoso di Camogli e Piona nell’alto Lario (16 ottobre); Malles e Venezia (6 novembre); Camaldoli e Greccio (20 novembre). Ecco infine le abbazie di due isole del sud: la Certosa di Capri e l’Abbazia di Santa Maria a mare di San Nicola delle isole Tremiti. Certosa di San Giacomo di Capri Un panorama a sbalzo sul mare di Capri ©Vittorio Sciosia Occorre ricordare che l’isola è bella, solare, raccolta e famosa in tutto il mondo? Semmai c’è da complimentarsi con i padri Certosini , inviati sull’isola nel 1373 dalla regina Giovanna I d’Angiò , per la fortuna di poter pregare e svolgere le loro opere caritatevoli in un luogo tanto bello. Non avrebbero comunque incontrato vita facile , a Capri, per via delle numerose incursioni piratesche che si ripetevano nel tempo, una delle quali aveva causato gravi danni alla Certosa, restaurata una prima volta nell’anno 1563 . Il monumento religioso presenta ancor oggi diverse stratificazioni di interventi effettuati negli anni, pur se permane lo stile architettonico comune all’isola e alle costruzioni della costiera amalfitana . La Certosa di San Giacomo è d’impianto trecentesco , trasformata e ampliata nel Cinquecento e nel Settecento . La struttura è in conci di tufo intonacati, secondo l’architettura tipica dell’area del Mediterraneo. Le celle dei monaci e il chiostro maggiore Il chiostro della Certosa di San Giacomo ©Vittorio Sciosia Il primitivo trecentesco Chiostro Piccolo , con colonne e capitelli di riporto, ha visto l’aggiunta, nel corso del XVI secolo , del chiostro monumentale, detto Chiostro Grande , costruito con pilastri in pietra calcarea. Le celle dei monaci sono intorno al chiostro maggiore, mentre il cosiddetto Quarto del Priore dà sul giardino profumato di spezie e piante medicinali , per la cui coltivazione i monaci certosini hanno sempre avuto grande fama. Questi gli ultimi due secoli della vita della Certosa: nel 1808 viene soppressa con la confisca dei beni; nel 1815 diventa una caserma , quindi un ospizio per invalidi ; infine, dopo il 1860 e fino al 1898 funge da sede per la V Compagnia di Disciplina ; qui venivano destinati anarchici e militari di cattiva condotta. Negli anni Trenta del Novecento la Certosa ospita per lungo tempo il ginnasio e la biblioteca affidata ai Canonici regolari Lateranensi. Dal 1975 nel Refettorio è stato allestito il Museo Diefenbach , con le opere – donate dagli eredi del pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, morto nell’isola nel 1913. Oggi la Certosa ospita mostre, convegni, concerti, eventi culturali. Abbazia-Fortezza Santa Maria di San Nicola alle Isole Tremiti La facciata dell’Abbazia di San Nicola alle Tremiti, Puglia Foto di Gianni Crestani da Pixabay Il santuario di Santa Maria a Mare è nato da una leggenda: quella dell’ eremita che vede la Vergine Maria e da lei riceve l’incarico di costruire un maestoso tempio in suo onore e viene ‘aiutato’ dalla Madonna stessa mediante il rinvenimento di un tesoro sepolto con il quale costruisce il santuario. Ed è un bel santuario, maestoso ed imponente , edificato nell’anno 1045 dai Benedettini . Le modifiche successive alla facciata e al portale, con motivi decorativi di influsso rinascimentale , si debbono ai invece ai Canonici Lateranensi . L’interno della chiesa conserva, pressoché intatto, l’impianto originale , a pianta rettangolare con tre navate con un doppio deambulatorio. Non sono poche le opere di un certo interesse contenute nel santuario, alcune delle quali davvero importanti. Gli interni della fortezza di San Nicola La fortezza di San Nicola, alle Tremiti Foto di Gianni Crestani da Pixabay A parte la facciata esterna, all’interno troviamo una Croce Lignea tipica dell’iconografia greco-bizantina; bella anche la statua , sempre di legno dedicata alla Vergine con il bambino; mamma e piccolo presentano volti abbronzati che di nuovo richiamano influssi bizantini. L’altare maggiore ha in mostra un vero capolavoro : un Polittico intagliato nel legno impreziosito da lamine d’oro . L’opera forse più importante della chiesa è tuttavia il pavimento a mosaico ; restaurato di recente, occupa la navata centrale della chiesa. Molto belli sono anche i chiostri del monastero, con al centro un pozzo che forniva di acqua – da una cisterna sottostante – il vicino refettorio dei monaci . Nelle isole Tremiti, anche se raro, c’è il leggendario uccello di mare chiamato diomedea . Una pietra del monumento sacro porta la data del 1793 a raffigurare il volatile che reca nel becco un ramoscello di ulivo, forse di mirto , che i monaci trasformavano in infusi e bevande. In antichità il mirto era sacro a Venere , la dea cui si deve la trasformazione dei compagni di viaggio dell’eroe greco Diomede in uccelli, affinché potessero vegliare in eterno le spoglie del loro condottiero. Su tutto, rimane la selvaggia bellezza delle isole adriatiche, circondate da un mare limpidissimo. Libertas Dicendi n°290 del ‘Columnist’ Federico Formignani