FOCUS di Massimo Maresca – VILLA LYSIS

0
321

Focus

      di Massimo Maresca

Villa Lysis

         In “Ode alla Terra Promessa”, edito da PAN Parigi nel 1913, il nobile J.-J. Fersen ebbe a scrivere: «Io ho troppo sentita tutta questa quiete, questi incanti misteriosi, o isola adorabile, per non aver conservato nel profondo del cuore, durante l’assenza, tutta la vostra magia».

Faceva bene colui che volle la costruzione di Villa Lysis, da tutti conosciuta con l’appellativo di ‘Villa Fersen’, a parlare di mistero e di quiete quando descriveva in uno dei suoi componimenti il luogo da lui più amato e vissuto. Sono tantissime le persone che ogni anni valicano i cancelli di questo posto immerso nel verde e nel mare, da dove godere di un impareggiabile mix di quiete e panorama aperto. Solo qualche albero sembra voler moderare tanto respiro sull’orizzonte, non sempre riuscendoci.

Sullo spiazzale principale, preceduto dalla maestosa scalinata di marmo bianco, è invidiabile la vista sul monte San Michele (zona Cesina), sulla baia di Marina Grande e le alture anacapresi (Monte Solaro, Cetrella), gonfiandosi di un’esposizione potente a quasi tutti i venti (libeccio, ponente, maestrale, tramontana, grecale). Dopo la bella passeggiata lungo Via Lo Capo, in zona Tiberio, si giunge alla Villa desiderosi di respirare finalmente come a campo aperto, colorato di azzurro e di blu. Cielo e mare, infatti, fanno sentire da padroni la loro presenza.

Fatta eccezione per la forzata chiusura a causa delle norme anti COVID-19, la villa resta aperta fino a feste natalizie concluse, lasciando la possibilità, agli amanti del bello e della pace, di rifugiarsi in un luogo unico in questa parte dell’isola (non disprezzando il parco Astarita, sul versante sud-est). Attualmente, nonostante la sua chiusura, Villa Lysis resta un posto curato e affascinante, custodito e manutenuto anche per tutto il periodo invernale. A occuparsene è il giovane giardiniere, alle dipendenze della Capri Flor Eventi. È lui a confrontarsi con l’onere e l’onore di lavorare in un posto tanto esclusivo e a disposizione di tutti, cercando di abbellirlo per quanto possibile. È lui che conosce palmo a palmo la lussureggiante vegetazione, che supera di certo i 100 esemplari. Parliamo di piante ad alto fusto (lecci, pini marittimi, cipressi, carrubo, allori), piante della macchia mediterranea (lavanda, vari tipi di salvia, rosmarino, ecc.), piante succulente (agave, aloe, ecc.), chamaerops humilis (detta Palma di San Pietro), tanti fiori (in particolare rose) e la simpatica l’unghia di strega (in dialetto: ogna ‘e janara). Cosa difficile da realizzare ma riuscitissima è stata la semina di un prato rustico su un suolo comunque non molto adatto.

Facciamo i nostri complimenti al lavoro fatto bene e ci auguriamo, appena le restrizioni si allenteranno e i cancelli della Villa si riapriranno, di fare una sontuosa passeggiata in Via Lo Capo, per sentire «questa quiete, questi incanti misteriosi, o isola adorabile»!