Il capo del 118, Giuseppe Galano: «Troppi rischi, difficile trovare personale»

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Fonte: Roma

di Antonio Sabbatino

NAPOLI. Delle risposte sull’ attivazione di nuovi posti in terapia intensiva iniziano ad arrivare. «Ma il problema resta il numero del personale, neppure quello dei mezzi». Parola di Giuseppe Galano, direttore della centrale operativa del 118 di Napoli e coordinatore della rete regionale.

Dottor Galano, il tema centrale dell’ emergenza è sulla capacità delle terapie intensive di reggere l’ urto della pandemia. Com’ è la situazione a tutt’ oggi?

«Sono stati attivati ulteriori posti di terapia intensiva, sono aumentati di una trentina di unità. Qualche risposta alle nostre sollecitazioni inizia ad arrivare. Ci sono poi i Covid center a Napoli all’ Ospedale del Mare, a Salerno, a Caserta».

Restano comunque delle criticità.

«La situazione è complicata dappertutto, ma grazie anche all’ utilizzo di strutture private si potrà avere un allentamento della pressione ai pronto soccorsi di pazienti sospetti Covid. In tantissimi, come abbiamo visto in questi mesi, si sono riversati all’ ospedale per chiedere controlli e cure arrivando anche al 60%».

Cosa bisogna fare per l’ immediato futuro?

«Va rafforzata, come in parte già sta avvenendo per l’ Asl Napoli 1 Centro, la medicina domiciliare e territoriale per la cura dei pazienti Covid oltre ovviamente al rafforzamento delle terapie intensive cge deve essere accompagnato dall’ individuazione di personale, altrimenti è inutile».

Passiamo all’ attività del 118. Si continua a sentire di presunti ritardi nei soccorsi di pazienti sospetti positivi al Coronavirus.

«Sono voci molto spesso infondate, arriviamo sempre in tempo. Però non dobbiamo dimenticarci che la mole di lavoro è aumentata e che quando si interviene su un sospetto caso di Covid occorrono dei tempi per la vestizione, la bonifica delle persone e dei mezzi. Vi assicuro che non è cosa da poco. Inoltre, non dimentichiamoci del personale contagiato dal virus: 10 medici, 15 infermieri e 15 autisti».

A vostra disposizione quanti mezzi avete?
«Su Napoli e Capri, rientranti nella competenza dell’ Asl Napoli 1 Centro, abbiamo 19 ambulanze e so che la stessa azienda sanitaria locale si è predisposta per dei nuovi acquisti acquisti. Ma il problema non è il numero dei mezzi ma resta quella delle risorse umane, come per gli anestesisti è così anche per il servizio di 118».

Sono pochi.
«È difficile trovare personale specializzato e motivato perché parliamo di un lavoro logorante, che presuppone tanta responsabilità visto che si è in prima linea sempre».