Focus di Massimo Maresca – «Ciò che gli occhi non sanno»

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Focus

di Massimo Maresca

«Ciò che gli occhi non sanno» 

Essere residenti, vivere e crescere a Capri purtroppo non garantisce un fatto: conoscere ogni posto dell’isola. Sembrerà strano, soprattutto a chi magari, di terraferma, è andato a scovare negli anni ogni anfratto, ogni buco, ogni suggestivo panorama.

Stiamo parlando di ciò che va oltre l’immagine di cartolina. Di certo oggi, attraverso i social, molti scorci diventano noti perché chi li raggiunge fotografa, condivide e tagga. Ma si può pensare di conoscere un posto solo attraverso uno scatto o un post sul net? A qualcuno potrebbe sembrare assurdo, come a dire che “conosco il presidente Conte” solo perché l’ho visto in televisione. 

Vedere non è sinonimo di conoscere. Esplorare invece può tranquillamente accostarsi alla conoscenza. 

Uno dei posti “intimi” dell’isola di Capri è l’altura di Monte Solaro, che scende dolce verso la zona denominata Cetrella. Una valle amata da anacapresi e capresi. 

Coloro che scelgono di inerpicarsi e raggiungere la valle però a volte ignorano l’esistenza di altri sentieri, di altri percorsi che magari potrebbe rendere la fatica seriamente indimenticabile. 

È il caso del tratto che dalla “croce” porta alle “antenne” (le quali sono visibili perfettamente da giù Capri) e che poi scende per l’acquedotto. È uno spaccato diverso, inusuale, da dove godere una vista sui faraglioni e sul monte Tiberio, e dove si raggiunge un’altra croce, più piccola di colore rosso con sopra scritto il nome di “Mariacristina”. 

Quando le restrizioni lo consentiranno, una passeggiata in quella zona potrebbe essere il miglior modo per esprimere il proprio amore all’isola, a ciò che di bello continua a donarci, a quei tratti che ti entrano negli occhi e non ti lasciano più. 

Perché Capri la ami quando è inverno.