Lockdown: strade deserte a Capri, in Campania si arrendono anche gli irresponsabili

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Fonte: Metropolis

di Tiziano valle e Marco Milano

Strade deserte, poca gente in giro, forze dell’ordine impegnate soprattutto a vigilare alle porte d’ingresso delle città per controllare gli spostamenti da un Comune all’altro. La prima giornata da zona rossa in provincia di Napoli sembra riportare il calendario allo scorso marzo, quando la stragrande maggioranza dei cittadini impauriti soprattutto dalle notizie che arrivavano dal nord Italia rispettarono i divieti imposti dal Governo per contenere la diffusione del contagio. Per comprendere come tutto sommato la domenica sia filata liscia basta pensare che non sono state elevate sanzioni a Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e la maggioranza dei comuni dell’area vesuviana e dei Lattari. Qualcuno che ne avrà approfittato per fare quattro passi senza motivo, magari non indossando nemmeno correttamente la mascherina ci sarà stato, ma di sicuro non si sono verificati assembramenti come quelli che si sono visti fino a sabato sera. Gli ultimi irriducibili sono stati cinque cittadini di origini bulgare che da tempo vivono in Campania e avevano deciso di organizzare una festa di compleanno in un appartamento di via Pollieri a San Gennaro Vesuviano. I carabinieri sono intervenuti per identificarli e multarli. Stessa sorte per due persone di Sant’Anastasia che nonostante i divieti sono state trovate all’esterno di una pasticceria nel Borgo Vergini a Napoli, a comprare dolci. Il primo giorno di zona rossa a Capri è trascorso abbastanza di pari passo con ritmi lenti, tipici dei mesi freddi di ogni anno da queste parti. «Il nostro è un lock-down naturale da novembre ha commentato il sindaco di Capri Marino Lembo – sostanzialmente eccetto per la questione degli spostamenti, non cambia granché, anzi spingeremo sui lavori pubblici, visto che questa volta potremo avere l’occasione di fare quello che normalmente non riusciamo a fare. In ogni caso ha aggiunto il primo cittadino pergarantire la tranquillità ai nostri concittadini stiamo valutando la possibilità, con le imprese e le varie categorie che raggiungono quotidianamente l’isola per lavoro, di effettuare tamponi programmati e mantenere così un elevato livello di sicurezza. Ciò che ci ha rammaricato, invece, è che forse si doveva evitare in Campania la questione delle scuole chiuse, considerando che a Capri e Anacapri i bambini vanno a scuola a piedi, o con pulmini dedicati. Ci preoccupa il fatto che la formazione dei più piccoli non si possa fare sempre da casa, su questo ci siamo anche confrontati con gli altri sindaci delle isole e delle località del golfo e ci auguriamo, dopo questa fase, che si continui in modo diverso». Meno illuminazione impattante, poi per il Natale a Capri con parte di quelle risorse da destinare, invece, alle famiglie capresi. «L’illuminazione natalizia sarà diversa, meno scintillante» ha detto Lembo. Per centinaia di cingalesi, infine, si prevede un inverno a Capri. I tanti lavoratori del turismo, originari dello Sri Lanka, infatti, stanno incontrando difficoltà per organizzare il consueto rientro invernale a casa