Capri: rilanciare il turismo, l’appello dei ristoratori

0
142

Fonte: Metropolis

di Marco Milano

A Capri farsi trovare pronti per la stagione turistica del 2021 invece di «attendere e subire gli eventi». A lanciare l’appello è l’ imprenditore turistico Guido Gargiulo, numero uno, per anni, dei ristoratori capresi riuniti nell’Ascom, l’associazione dei commercianti. «La realtà ci impone un deciso cambiamento e un diverso approccio ha scritto in una missiva inviata a 535′ Gargiulo – sarebbe questa la volta buona per sedersi a tavolino per ragionare e almeno tentare di pianificare davvero con grande attenzione un anno, il 2021, che dovrà rilanciare questo complicato 2020, una replica di quest’ultimo sarebbe davvero drammatica». Secondo l’imprenditore alberghiero per intervenire sul futuro del terziario all’ombra dei Faraglioni e pianificare un quadro strategico delle possibili azioni «bisogna superare la nostra consolidata incapacità di discutere insieme problematiche comuni e giungere a soluzioni condivise». Guido Gargiulo in questo senso ha sollecitato ad essere partecipi del dibattito intorno al turismo di Capri «tutte insieme, le associazioni di categoria imprenditoriali dell’isola i cui associati sono più direttamente coinvolti e penalizzati», invitandole a riprendere la scena «facendo valere il proprio ruolo, la propria presenza e la propria autorevolezza». Gargiulo, che da anni è anche uno dei motori degli Amici di Cetrella, preziosa e benemerita associazione isolana che si prodiga per la diffusione del rispetto per l’ambiente e la salvaguardia del territorio ed in particolare della Valletta di Cetrella, ai piedi del Monte Solaro, sostiene che «come sempre a vincere sarà chi saprà adeguarsi al cambiamento in modo rapido e con lo spirito giusto». Da parte dell’imprenditore isolano il messaggio da inoltrare a tutti i colleghi del comparto è quello che ci si sta trovando «di fronte ad una nuova realtà portatrice anche di opportunità, non per tutti ma sicuramente per chi saprà e vorrà coglierle dice Gargiulo e nel nostro comune interesse, ritengo che si abbia il dovere di provarci. Viceversa è molto probabile che a marzo prossimo, quando è troppo tardi per qualsiasi tipo di intervento ed iniziativa, ci troveremo a recriminare e a rammaricarci e come al solito, a commiserarci».