Tribunale di Capri, interrogazione al Senato

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Da redazione

Il caso della chiusura degli uffici del Giudice di Pace di Capri è arrivato in Senato. Il problema è sorto dopo la morte improvvisa dell’ unico dipendente che prestava servizio presso il piccolo tribunale dove si trova l’ aula del giudice di pace dell’ isola azzurra. A farsi carico della presentazione dell’interrogazione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è stato il senatore Francesco Urraro su sollecitazione del consigliere comunale di Capri avvocato Enrico Romano che a parte le deleghe all’urbanistica che ricopre in Comune si è sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo per la soluzione delle problematiche che colpiscono la comunità caprese.

In una sua dichiarazione, il consigliere Romano spiega i motivi che lo hanno portato, d’intesa con il sindaco Marino Lembo, a rivolgersi al senatore Urraro: “Il trasferimento fuori dell’Isola di Capri delle udienze del Giudice di Pace costituisce non solo una gravissima limitazione per tutti gli abitanti dell’Isola di Capri all’accesso alla Giustizia quale diritto costituzionalmente garantito ma anche un pregiudizio alla salute per la situazione Covid che stiamo vivendo. Ciò è ancora più grave, poi, laddove si consideri che l’Isola di Capri già diversi anni fa è stato privato della sezione distaccata del Tribunale per cui anche per la nomina di un semplice “amministratore di sostegno” per una situazione di invalidità i capresi sono purtroppo costretti a recarsi in Tribunale a Napoli” .

La chiusura ha provocato una serie di proteste, a partire dai sindaci di Capri e Anacapri, Marino Lembo e Alessandro Scoppa, che con una nota congiunta hanno investito del caso il presidente del Tribunale di Napoli e della Corte di Appello, il Procuratore della Repubblica e il Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Napoli. La protesta è poi continuata con le rimostranze dell’ associazione caprese degli Avvocati e della delegazione caprese dell’ Unione Nazionale Consumatori è scritto oggi su Il Mattino in un articolo dive si parla dell’interrogazione presentata al Senato.

Urraro interroga Bonafede evidenziando che “in base all’attuale accordo sindacale vigente sulla mobilità, non è possibile destinare nell’immediato ulteriore personale all’ufficio del giudice di pace di Capri, in quanto è in corso di pubblicazione un interpello volontario per trovare personale da destinare all’ufficio dell’isola;

questo provvedimento danneggia gli abitanti dell’isola e mette a dura prova la necessaria garanzia di giustizia per coloro che sono impossibilitati a raggiungere la terraferma, soprattutto in un momento in cui il Governo invita i cittadini ad evitare spostamenti;

costringere avvocati e cittadini a recarsi fuori dall’isola aumenta il rischio covid di portare il virus nell’isola stessa”.

“l provvedimento, aggiunge Urraro, fa sì che ai cittadini non possa essere offerto un servizio fondamentale, dal momento che l’incertezza si ripercuote sulla programmazione. Per cui, considerato che, nei prossimi mesi, il Governo è chiamato ad allocare ingenti risorse provenienti dal “recovery fund” e ha individuato nella celerità della giustizia una delle sue principali prerogative – conclude l’interrogazione – si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno destinare immediatamente nuovo organico al giudice di pace di Capri per evitare la chiusura definitiva dell’ufficio con grande danno per l’isola e gli isolani”.