«Lockdown differenziato per Capri e Anacapri»

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

Capri e Anacapri chiedono un «lockdown differenziato». I due comuni dell’isola azzurra ritengono necessario diversificare i provvedimenti restrittivi «da comune a comune in base alle peculiarità del territorio». La missiva, a firma dei due sindaci – Marino Lembo di Capri e Alessandro Scoppa di Anacapri – è già sulla scrivania del governatore Vincenzo De Luca e su quella dell’Ancim, l’associazione che riunisce i comuni italiani delle isole minori. «Un’isola è di per sé una realtà distinta dalla terraferma – si legge nella missiva – con confini naturali nel bene e nel male, e in ragione di ciò non è ipotizzabile sottoporre tale territorio a limitazioni dettate dalle valutazioni che, invece, afferiscono a quei territori totalmente diversi e difficilmente monitorabili». Secondo quanto sottoscrivono i due primi cittadini isolani «in questo periodo non vi è la necessità di assumere decisioni limitative, in quanto è riconosciuto da tutti il cambiamento dell’assetto socio-economico ed è più facile raggiungere l’obiettivo della riduzione o l’annullamento dei contagi rispetto alla terraferma». Nella nota si sottolinea anche come nel periodo invernale a cui si sta andando incontro «le attività commerciali hanno una contrazione naturale» e per quanto concerne le scuole «si evidenzia che la maggior parte degli alunni si reca ai plessi scolastici addirittura a piedi e quindi non utilizzando mezzi di trasporto che possono determinare occasioni di assembramento e di possibile contagio». Maggiore tolleranza in caso di restrizioni per Capri e le isole del golfo, dunque, una tesi supportata anche dall’Unione Nazionale Consumatori, delegazione isola di Capri. «Capri d’inverno è già di per sé in semi lock-down naturale – dice Teodorico Boniello numero uno dei consumatori isolani – lasciamo spazio alle poche attività aperte con il rispetto delle regole e il potenziamento dei controlli. Se la provincia di Napoli va in lock-down forzato è ingiusto fare lo stesso discorso per Capri. Siamo divisi dal mare, gli spostamenti sono limitati. La Regione ascolti i sindaci che conoscono e difendono il proprio territorio».