Da Milano a Capri la coltivazione di pomodori e frutta al tempo del covid

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conserve di pomodori Azienda Agricola Caprese

Da redazione

Oggi su Il Mattino – edizione sud – si parla di valorizzazione delle bellezze di Capri attraverso la storia di Giovanni e Maria Bonatti Mameli. Una coppia di capresi di adozione, il cui amore per l’altro volto di Capri li ha portati a creare una cellula della loro azienda agricola sull’isola azzurra e a produrre frutta e pregiati pomodori. Riportiamo qui l’intervista di Mariano Della Corte da cui è tratto il pezzo su il Mattino di oggi.

Giovanni e Maria Bonatti Mameli sono giunti a Capri per la prima volta, per un soggiorno più duraturo, circa 25 anni fa. L’occasione fu la stessa scelta di tante coppie, ovvero per festeggiare il matrimonio, un semplice viaggio di nozze. Dichiara Giovanni: “Per me fu la prima volta in cui riuscii a scoprire meglio l’isola, mia moglie Maria la conosceva già molto bene, grazie alle ripetute frequentazioni, ospite del nostro caro amico Guido Barendson. Dal lontano 1995 si è aperto un rapporto con Capri e con i suoi abitanti che dura tuttora e che ci lega sempre più a questa terra che non smette mai di ammaliarci.”

Da Milano a Capri avete portato know how per la creazione di un’azienda agricola caprese, cosa vi ha spinto a replicare la vostra esperienza milanese come imprenditori agricoli anche a Capri?

A Capri ovviamente non siamo approdati per proporre le nostre esperienze, ma attratti da quella forza magnetica che quest’isola sprigiona per bellezze naturali, storia e accoglienza da parte dei capresi natii.

Poi per deformazione, rispetto alle esperienze professionali, trovandoci sotto ai piedi una ricchezza che doveva solo essere colta, è stato più forte svilupparla che ignorarla. Il nostro attaccamento alla natura, già soddisfatto in Brianza a due passi da Milano ci ha portato a tentare la stessa esperienza sviluppando prodotti più tipici di un territorio come quello caprese, come i pomodori o gli agrumi e i fichi d’india.

Tra le varie attività agricole spicca la coltivazione dei pomodori a Capri nelle zone di Marucella e Veruotto: é stato semplice realizzare tutto ciò o avete trovato ostacoli sulla strada?

Nessuna difficoltà, ci siamo adattati alle situazioni del territorio. La terra del campo di Maruccella era molto magra, quasi sabbiosa, la abbiamo arricchita col metodo del sovescio seminando in autunno dopo il raccolto estivo una leguminosa, il favino, per reintegrare il terreno di sostanza organica e di azoto .

I vostri pomodori, racchiusi in barattoli di vetro vengono commercializzati con l’ e-commerce e in alcuni negozi ricercati del centro di Milano. Perché la salsa caprese piace tanto ai meneghini, sarà anche una questione di griffe, di stile?

Ai meneghini piacciono soprattutto i buoni prodotti. I nostri pomodori prodotti con semi selezionati da esperti del settore della zona delle pendici del Vesuvio, coltivati senza nessun apporto della chimica né sul terreno, come spiegato prima, né sul prodotto in fase di crescita e maturazione, in quanto l’esposizione solare e le brezze marine fanno sì che non sia necessario ricorrere a trattamenti per combattere malattie o insetti. Il risultato è un prodotto dai sapori e profumi esclusivi. La suggestione e il fascino che il nome Capri suscitano sono il valore aggiunto.

Non solo pomodori sull’isola degli imperatori romani ma anche marmellate di frutta locale e altri prodotti scelti, la cui produzione è aumentata sempre più al tempo del covid, avete intenzione di estendere la produzione ad altro?

Sui terreni di Veruotto abbiamo valorizzato e sviluppato la presenza di agrumi quali arance amare, limoni, mandarini, kunquat per produrre marmellate o nettari di frutta, mentre a Maruccella ricaveremo marmellata di fichi d’india. La novità che ha riscontrato maggior interesse è stata il nettare di pomodoro proposto come aperitivo con la denominazione di “Il caprese”.

Siete capresi d’adozione da diversi anni, entrambi siete molto legati all’ambiente, alla natura e al verde urbano. Lo avete dimostrato supportando varie iniziative di riqualifica del territorio, non solo a Capri. Che cosa amate di più dell’isola?

“Un aspetto che ci lega molto a Capri al di là delle sue bellezze naturalistiche riguarda tutta una serie di ritualità nella cura della terra, nelle piccole occasioni festive: la festa di San Costanzo a Maggio, il capodanno in piazzetta, le celebrazioni per la nascita della Vergine a S. Maria a Cetrella, nel mese di settembre. – Sottolinea Maria – Tutte queste festività sono legate alla cura dei luoghi ed anche della terra, la partecipazione dei capresi a questi riti ci infonde molta gioia”.

Continua Giovanni: “a Capri godo di una situazione di benessere psicofisico globale, devo dire che anche per me il rapporto con le persone del territorio qui è più sentito che altrove, si tratta di una serie di valori condivisi, insieme a pratiche che in altri luoghi già sono venute meno, per di più c’è un connettersi specifico ad alcuni luoghi come Tragara o Cetrella sul Monte Solaro, che sono un vero nutrimento per l’anima.