Crisi e Covid, operatori turistici scendono in strada

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo. Anche i lavoratori stagionali e del comparto turistico della penisola sorrentina, di Capri e della costiera amalfitana, ieri hanno fatto sentire la loro voce, scendendo in piazza a Napoli per chiedere garanzie e tutele lavorative e per aumentare salari, redditi, diritti, welfare. La manifestazione di piazza Municipio era uno degli appuntamenti nazionali convocati dal Cub, la Confederazione Unitaria di Base. E il turismo è sicuramente un settore penalizzato, in questo 2020, per il quale i tanti lavoratori delle località che circondano i due golfi, tra penisola, costiera e isole, invocano a gran voce misure straordinarie che possano metterli al riparo da ulteriori problematiche dopo i mesi difficili già vissuti ed un inverno che si annuncia più duro che mai e con ben poche certezze. Per i lavoratori stagionali capresi proprio in questi giorni l’assessore al bilancio ed alle politiche sociali di Capri Salvatore Ciuccio sta lavorando ad una manovra straordinaria, imponente dal punto di vista dello sforzo economico per le casse comunali, per dare un supporto concreto ai tanti isolani che fanno del lavoro dipendente nel terziario, l’unica fonte di reddito familiare. E nella manifestazione di ieri sorrentini, capresi e rappresentanti delle zone della costiera si sono uniti alla manifestazione Cub che oltre a chiedere interventi concreti sul turismo, era stata organizzata anche per sollecitare un aumento dei salari e delle pensioni. I problemi che ci hanno spinto a lottare nei mesi scorsi ha sottolineato Marcelo Amendola, segretario generale della Cub – subito dopo la quarantena per tutelare il nostro lavoro a sostegno degli indotti maggiormente colpiti come in primis il turismo, oramai non sono più sufficienti. E’ realistico pensare – ha aggiunto in una nota ufficiale il segretario generale Cub – che dopo il passaggio della seconda ondata di covid, nel nome del sacrificio e della crisi, saremo tutti precari, senza reddito e senza futuro. Occorre perciò rispondere con un’azione di lotta, come lo sciopero generale per obbligare i governanti a mettere al centro della agenda i diritti di uomini e donne e quella forza lavoro che manda e ha mandato avanti sempre il sistema Italia. Tra le istanze avanzate e sottolineate anche durante la manifestazione di ieri mattina quelle della necessità di ammortizzatori sociali per tutti, e inoltre riduzione degli orari a parità di salario, pensione a sessanta anni o trentacinque di contributi. I problemi emersi e le ricadute della crisi sul versante economico, produttivo e sociale, richiedono un intervento dentro e fuori i luoghi di lavoro per lanciare un nuovo modello di sviluppo recitava il volantino diffuso ieri in una manifestazione che ha visto in prima linea anche Rosario Fiorentino responsabile provinciale di Flaica-Cub Occorre occupazione stabile e tutelata, investimenti pubblici per la sanità pubblica, per strutture e personale della scuola, per la cura del territorio, per favorire la ricerca e la produzione, rilancio presenza dello stato nei settori produttivi, aumentare l’edilizia pubblica, tetto agli affitti privati e blocco degli sfratti