Lettera per Rossanda

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Piazzetta di Capri di Ninni Pecoraro (anni '70)
Piazzetta di Capri di Ninni Pecoraro (anni '70)

Fonte: il manifesto.it – Lettere per Rossanda

di Anna Maria Boniello

Ho conosciuto Rossanna Rossanda da dirigente comunista e da fondatrice de ‘Il Manifesto’ in uno degli angoli più belli di Capri, all’Hotel ‘La Pineta’ in via Tragara, a pochi passi dalla casa dove aveva dimorato Pablo Neruda. Quel luogo non era solo un albergo, in quel periodo, a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70, ma il buen retiro di intellettuali, giornalisti, artisti, scrittori che ritrovavano in quegli spazi un luogo di libertà, dove confrontarsi ed esprimere le proprie idee e visioni sulla politica e sul mondo.

Proprio a ‘La Pineta‘ di Costanzo Vuotto, come ricordava uno dei fondatori de ‘Il Manifesto’, Massimo Caprara, in uno dei suoi libri, furono gettate le basi per far nascere quella rivista, all’interno del Partito Comunista Italiano, a cui diedero nome “Il Manifesto”. 

Per realizzarlo ne parlarono coi dirigenti del PCI dell’epoca, tra cui Pietro Ingrao, che non mostrò ostilità al progetto. Era la fine degli anni ‘60 ed ero affascinata dalla pacatezza di quella donna che da dirigente del PCI, pur avendo un passato partigiano, non aveva il piglio di una rivoluzionaria ma la sua voce penetrava convincendoti. Lo spirito libero che la contraddistingueva, e la sua finezza intellettuale riuscivano ad arrivare sino alla gente più semplice.

Fu con Massimo Caprara, compagno e caro amico della mia famiglia, che trascorsi tante ore ad ascoltare le loro strategie sul come far nascere questo nuovo strumento critico e di elaborazione del sapere, sempre all’interno del PCI. 

Rossana Rossanda e Karol Kewes, suo compagno di vita, insieme a Massimo Caprara, Lucio Magri, Luciana Castellina e tanti altri, credevano davvero, in quei giorni capresi, che il PCI avesse accettato la loro idea di trasformazione dall’interno, che invece naufragò nel novembre del ‘69 con la loro radiazione, decisa dal comitato centrale del PCI.

Rossanda tornò a Capri l’estate successiva, come tante altre ancora, e le nostre chiacchierate continuavano. Le promisi riconoscendomi nelle sue idee, quale figlia dell’allora segretario della sezione PCI di Capri, Teodorico Boniello, che avremmo partecipato con la lista de ‘Il Manifesto’ alle elezioni di turno in Italia, anche se in quel tempo lei e l’ex gruppo fondatore erano considerati degli eretici e non più comunisti. Sino a che le forze glie lo hanno permesso, Rossanda ha sempre frequentato Capri e le conversazioni con lei erano ricche di insegnamenti legati a due parole che pronunciava di continuo: libertà ed uguaglianza. 

Mi resterá sempre impresso il suo tono di voce, basso, sottile e persuasivo, che riusciva però ad infondere tanta forza in chi, come me, aveva avuto l’onore e il privilegio di ascoltarla.