Vie del mare Nuovi disagi per l’incubo dei tagli

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

CAPRI – Tagli alle corse sulla linea Capri-Napoli, sovrapposizioni orarie e disagi ai porti di partenza e arrivo. Il “quadro” sui viaggi via mare tra l’isola azzurra e la terraferma, aldilà dell’era covid, conferma che reclami e lamentele da parte dell’utenza, sia pendolare che isolana continuano ad esistere e persistere. E se da ieri non sono più disponibili tre corse di unità veloce dalla terra dei Faraglioni al capoluogo partenopeo (ore 9.10, 17.35 e 18.10) ed altrettante per il collegamento in senso inverso, (ore 8.05, 10.10 e 16.30) in molti, tra addetti ai lavori e viaggiatori quotidiani o quasi, fanno notare che da un lato le soppressioni ampliano i “buchi” orari dall’altro lato, però, continuano ad esserci partenze ravvicinate o addirittura contemporanee di aliscafi e traghetti. Inoltre resta tutt’ora irrisolto il problema dell’attesa sul molo Beverello dove da qualche giorno sono stati rimossi gli ombrelloni che “proteggevano” dal sole, con una sosta sulle panchine, attualmente “en plein air” e soggetta alle conseguenze di qualsiasi fenomeno atmosferico. I viaggiatori abituali non riescono a capire la cancellazione di un collegamento da Napoli per Capri delle ore 16.30 e la presenza di due partenze alle ore 17.25 (una con aliscafo e l’altra con traghetto veloce), vale a dire nello stesso istante, da due porti che distano tra loro non più di qualche centinaio di metri. Stessa situazione che si crea nelle ore precedenti quando alle ore 12.40 salpano da Napoli contemporaneamente un traghetto ed un aliscafo e poi la tratta resta “scoperta” senza nessuna possibilità di collegamento per ben due ore (successiva prima partenza utile ore 14.40). Lo scorso anno si era pensato di “riempire” il buco, recependo anni di segnalazioni, spostando il traghetto alle ore 13.30 e spalmando quindi gli orari di partenza in quella fascia oraria. Lo slittamento in avanti del traghetto, tra l’altro, era anche una garanzia per coloro i quali nei mesi invernali si fossero imbattuti nella soppressione dell’aliscafo per meteo avverso di riuscire a raggiungere l’altro porto in tempo utile. Poi, invece, il ritorno al passato.