Il week end di DeLa a Capri cene in villa e barca blindata

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Fonte: Il Mattino

di Anna Maria Boniello

Sull’ isola di Capri è arrivato a bordo della sua barca, il «Manitoba», lo scorso venerdì in serata. Qui lo aspettava la moglie Jacqueline che non ha mai lasciato l’ isola dalla fine di giugno. Sabato sera cena in terrazza con alcuni amici, un paio di coppie, che abitano nei dintorni: nessuna mondanità, il presidente, anche in questo ultimo fine settimana, non ha messo piede in Piazzetta.

La domenica, invece, l’ ha trascorsa in barca, dopo la consueta passeggiata mattutina lungo il porto turistico dove, intorno a mezzogiorno, è salito a bordo del suo mega yacht. Doveva essere un’ estate particolare, in «un’ isola sull’ isola» a Villa Bismarck, senza contatti con l’ esterno e con una barca privata per muoversi e scongiurare ogni contagio. E invece il virus è riuscito a superare ogni barriera.

Nella sua estate caprese Aurelio Laurentiis ha conservato i ritmi abituali con molte uscite in mare e varie cene con i collaboratori e gli amici di sempre. Chi lo ho frequentato racconta che il patron del Napoli ha fatto i tamponi due volte a settimana, proprio come i suoi calciatori.

INCONTRI IN VILLA Il presidente si sentiva totalmente sicuro sull’ isola di cui è cittadino onorario pur essendo residente a Roma. E ai suoi ospiti, siano essi premi Oscar, grandi imprenditori o grandi campioni dello sport, ha sempre mostrato le bellezze di Capri e l’ impareggiabile unicità di questa terra. Questa doveva essere un’ estate speciale, quella in cui De Laurentiis è stato il primo turista a sbarcare a Capri dopo il lungo lockdown.

Dopo aver salutato gli amici e pranzato come sua abitudine alla Capannina, il patron ha visto il Fortino di Villa Bismarck e non ha avuto dubbi, avrebbe trascorso le sue vacanze in quell’ angolo di isola che fu caro ad Augusto e Tiberio, fra testimonianze archeologiche romane e ruderi delle antiche dominazioni inglesi e francesi. Un posto strategico dalla bellezza mozzafiato, in una villa da sogno dove De Laurentiis ha trascorso fino a ieri pomeriggio settimane che rimarranno impresse nella sua mente, divise fra lavoro, impegni calcistici, relax e famiglia, senza mai trascurare la sua passione per il cinema. Nella grande magione che fu la casa della ricca ereditiera americana, la contessa Moona Bismarck, che in quei saloni riceveva i grandi del mondo da Henry Kissinger a Gianni Agnelli e ai Kennedy, De Laurentiis ha ricevuto fino a poche settimane fa i personaggi del mondo del calcio, campioni come il nuovo attaccante del Napoli Victor Osimhen, e alcuni dei più importanti procuratori calcistici, fra cui Ramadani. Il 10 agosto l’ ultima visita a villa Bismarck è stata quella dell’ allenatore del Napoli Gennaro Gattuso per una riunione assieme al figlio Edoardo e al direttore sportivo Cristiano Giuntoli.

USCITE IN BARCA Non è mai mancata però la rituale passerella di DeLa al porto turistico dove ha tenuto ormeggiato fino a ieri pomeriggio il suo «Manitoba», che lo ha portato in giro intorno all’ isola insieme alla famiglia e agli amici per un tuffo in una delle tante cale e calette che frastagliano Capri. Fino ai primi giorni di questa settimana niente poteva far immaginare che le cose cambiassero all’ improvviso e che il presidente azzurro tornasse da Milano, dopo l’ assemblea di Lega, in condizioni fisiche precarie. Non lo ha mostrato neanche al suo arrivo intorno alle 18 di mercoledì quando è sbarcato dal «Manitoba» lasciando il marinaio a ormeggiare alla banchina per salire sul taxi scoperto che lo ha portato a Villa Bismarck. La notizia le contagio si è sparsa in un baleno, anche se a Capri è sceso il massimo riserbo. Nel pomeriggio di ieri è poi cominciata a circolare sull’ isola la voce che Aurelio e sua moglie Jacqueline avrebbero fatto ritorno a Roma, dove la coppia risiede. Quindi, il trasferimento a Napoli con il «Manitoba» e a Roma in ambulanza. Nonostante le ultime traversie il presidente non ha perso la sua grinta e lo ha dimostrato quando, sbarcando al Molo Luise, ha mostrato il pollice alto ai fotografi che lo aspettavano, a voler significare che andrà tutto bene.