Capri, la regina delle vacanze si scopre più povera ma bella

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(Fonte: La Stampa – mercoledì 15 agosto 2012)

Maria Corbi
Inviata a Capri

La crisi ti fa bella. «Lei» è la regina delle vacanze, amata da re e principesse, first lady e star: Capri. E anche se è meglio dirlo sottovoce, per non far infuriare albergatori e commercianti, sembra rinata in questo Ferragosto di spread e scenari foschi. Niente folla, ma villeggianti tornati ai vecchi riti e ai vecchi look, alberghi dove si trova posto e a prezzi non proprio modici, ma accettabili.

I faraglioni che non appaiono più solo come una boa ai lati della quale sfrecciano motoscafi. «Sono andati via i fuorilegge», spiega conciso un caprese doc. E i «fuorilegge» sarebbero i nuovi ricchi, che stanno alla larga da coste infestate dalla Guardia di Finanza, pronta a fare la tara a chi dichiara troppo poco per divertirsi con yacht e hotel a cinque stelle.

Dalla spiaggetta di sassi a cala Ventrosa, da cui prima non si riusciva a vedere neanche il mare tante erano le barche, oggi lo sguardo corre lontano. «C’è una diminuzione del turismo degli arricchiti, quelli che venivano a Capri per esibirsi e non per vivere l’isola», conferma Annamaria Boniello, anima del sito «Capri press». Ma questo romanticismo non piace a tutti, qui. Perché quelli che portavano i soldi, «i fuorilegge», adesso veleggiano in altre acque, insieme ai contanti e alla classe media che non può più permettersi queste spiagge nemmeno a prezzi di saldo.

«Nessuno vuole più venire in questa zolfatara», dice un tassista. E lo zolfo, ovviamente, sono gli uomini della Guardia di Finanza. «Sono dappertutto». E anche se non è proprio così, è questa la vulgata che passa di bocca in bocca. Certo, tutte quelle microcar con il simbolo delle Fiamme Gialle in giro per l’isola non c’erano mai state. Gli albergatori sono sul piede di guerra e sottovoce qualcuno ti racconta che i clienti, terrorizzati, chiedono spesso due fatture, una intestata alla moglie e una al marito, per non inciampare nel redditometro. Insomma, una vita d’inferno per chi fino a ieri cercava di non farsi notare dal fisco.

Altra grande assente di questa estate è la classe media. Gli alberghi a cinque stelle come il Quisisana sono pieni di stranieri, gli altri faticano a riempire le camere. Anche a Ferragosto. E, comunque, gli italiani latitano. Il presidente di Federalberghi Capri, Sergio Gargiulo, ammette che Capri adesso è diversa, più chic, «sembra tornata 50 anni indietro». Ma avverte: «L’isola è comunque in sofferenza, e noi albergatori siamo gli unici a sostenere il peso della promozione dell’isola, e questa crisi porterà necessariamente a un blocco della ristrutturazione delle aziende e questo sarebbe gravissimo».

I dati di giugno della pro loco dicono che il calo delle presenze a giugno è stato del 12-13 per cento. «Ma il calo del fatturato è superiore», sottolinea Gargiulo. Siamo tornati ai prezzi di cinque anni fa e l’Imu ci ammazza». «Il cliente vip c’è, ma manca quello medio che non si può più permettere lo stesso tenore di vita. Ci salvano gli stranieri, la clientela migliore adesso è quella brasiliana, ma notiamo anche un ritorno di americani e tedeschi».

E in questa Capri un po’ Anni Sessanta si tornano a vedere, anche a Ferragosto, i vip, quelli veri (tranne una piccola puntata, finita male, di Fabrizio Corona). Christian De Sica sfreccia in motorino giallo, Diego Della Valle salpa con il suo yacht, Rocco Barocco prende l’aperitivo in piazzetta spiegando con gioia che molti cafoni hanno preso il largo, verso altri lidi: «Ne ho visti a frotte in Croazia, piena di barche con bandiere italiane. Si riconoscono subito perché fanno i prepotenti e alzano la voce». Qui, a Capri, le barche nel porto battono quasi tutti bandiera inglese o degli Stati Uniti. E comunque per la prima volta da sempre ci sono posti barca liberi. «Tanto che – spiega il sindaco Ciro Lembo – dal 26 agosto abbasseremo i prezzi e quest’anno andremo al Boat Show di Monte Carlo a vendere i posti barca. Cosa mai successa».

Il sindaco spiega che questa crisi può essere un punto per ripartire. «La domanda è se Capri era dopata prima o adesso». Ed è chiaro da quello che dice che per lui è buona la seconda risposta. «Adesso ci sono i grandi yacht stranieri e meno motoscafi. Non è meglio? La flessione delle presenze è tutta di italiani che non hanno più soldi. Mancano anche dalle seconde case e gli affitti sono calati. Ma aumentano gli stranieri».

Soluzioni a quest’emorragia di presenze nostrane? «I prezzi devono scendere – dice senza perifrasi Lembo -. Occorre una presa di coscienza collettiva e contemporanea, perché sono cambiati i tempi. La competizione mondiale è altissima e le bellezze non bastano più. I capresi se ne devono fare una ragione. Bisogna migliorare servizi, accoglienza, ospitalità».

E se gli albergatori sembrano avviati su questa strada, i ristoranti resistono, nonostante sia evidente il calo di clienti. Chi alloggia a casa esce poco per cena, una tendenza confermata dal boom del supermercato più economico dell’isola, ai «Due golfi», con scaffali svuotati già alle 11 di mattina.

Ma questo ritorno al passato non piace a tutti, certo non ai commercianti, che vedono sfumare gli incassi di una volta. Per via Roma e via Camerelle, il salotto buono dell’isola, i negozi sono vuoti. La salvezza è offerta solo da qualche eccentrico miliardario, di solito russo, che con un solo scontrino riallinea il fatturato. L’unica bottega affollata è quella di Positano, una new entry, stretta da grandi firme della moda, che vende tutto a cinque, dieci e venti euro. Per impedire l’apertura di questo cavallo di Troia del low cost i commercianti hanno fatto di tutto.

Prezzi troppo alti, diceva il sindaco. E questo vale anche per gli affitti di negozi e ristoranti. Tanto che un pezzo di storia caprese, come il ristorante pizzeria Gemma, dopo 76 anni ha chiuso per sempre. I parenti riapriranno forse in Germania, dove il clima finanziario è sicuramente più mite. Soffrono anche le botteghe storiche, come uno dei principi dei sandali capresi, Vincenzo Faiella, cugino di Peppino di Capri, che la domenica prima di Ferragosto, alle sei di sera, ammetteva: «Mi avvio a fare un record. Non ho ancora incassato nulla da inizio giornata». Una Capri povera, ma bella.