Focus di Massimo Maresca – Parco Augusto: la distanza di una cultura

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Focus

      di Massimo Maresca

Parco Augusto: la distanza di una cultura

         La caccia ai personaggi famosi è sempre divertente sull’isola azzurra, che può vantare la presenza di numerosi “Very Important People” nell’arco dell’intera stagione estiva. Quest’anno, però, la presenza di gente conosciuta (almeno idealmente) si arricchisce ancora attraverso un ricordo in forma di tributo presso il noto Parco comunale intitolato all’imperatore romano Augusto.

Un’iniziativa quanto mai innovativa, curata da Simona D’Angiola e Carmelina Fiorentino, con il layout e progetto grafico di Umberto Natalizio, che vede al centro delle panchine del parco panoramico (da lì, infatti, si può godere la vista mozzafiato sia sui Faraglioni che sulla controversa Via Krupp) una serie di riproduzioni fotografiche – e relative didascalie – raffiguranti gli ospiti più illustri di Capri, i quali dall’Ottocento agli anni Sessanta del secolo scorso hanno impreziosito la già forte impronta culturale dell’isola.

Distanziamento culturale” è stato definito questo atipico modo di occupare in piccola parte i posti deputati per il riposo dei viandanti che, giunti nel parco comunale, trovano ristoro all’ombra di un albero curvo o un attimo di tregua dall’inevitabile incedere a piedi. Il visitatore si ritrova sulle panchine a fianco di Audrey Hepburn o di Pablo Neruda piuttosto che di August Kopisch o di Gracie Fields. Un viaggio ideale, come si diceva, che non sempre trova immediata comprensione da parte degli avventori. Non è difficile infatti trovare la simpatica scena di persone sedute “in braccio” a queste immagini, evidentemente interpretate come bizzarri sediolini o come “poggia-pagliette” da usare per asciugare il sudore dei copricapi. Insomma non è immediato per i turisti capirne il senso elevato e il richiamo storico, come a dire che Capri non è solo stile glamour o vita by night. Capri è soprattutto cultura.

Ed eccoci qui, con uno spiccato “distanziamento culturale”, un evidentissimo distaccamento da quella che dovrebbe essere un’occasione di conoscenza e di confronto. Il distanziamento ci sta, e si vede! Non solo per evitare che le persone si assembrino in barba ad ogni ordinanza, ma che chi vede comprenda quanto l’isola di Capri sia oggi e sia stata nel tempo luogo di riflessione intellettuale, di ispirazione artistica, di elevazione spirituale.

Se qualche ospite sembra non cogliere tutto ciò, questo non importa. Quel che conta è che non vengano meno o non manchino mai occasioni ed opportunità per rinfrescare nella memoria storica di un paese come il nostro il grande compito di conosce, riconoscere e ricollocare la mole immensa di una cultura che, invece di dividerci, dovrebbe solo distanziarci.