Il gelato da ieri … ad oggi (di Francesca Chierchia)

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di Marco Milano

Estate, caldo e sole, banalissimo ma sempre efficace dire: “è tempo di gelato”. Ma in questo caso è il legame tra il tempo in senso storico ed il gelato ad avere spazio nella nostra rubrica “Gusto”. Il lavoro di ricerca in questo senso è un “regalo” che mi ha fatto Francesca Chierchia, studentessa dell’Istituto Alberghiero “Axel Munthe” sino a qualche anno fa, concedendomi la lettura in anteprima di quella che, poi, divenne la sua “tesi” per l’Esame di Stato. A Francesca complimenti ed in bocca al lupo per una carriera di successi, a voi tutti buona lettura!

IL GELATO DA IERI … AD OGGI

Per scoprire le origini del dessert più famoso al mondo, dobbiamo intraprendere un viaggio che ripercorre gran parte della storia dell’umanità e spazia in tutto il mondo, vedendo il gelato in forme ben differenti da come lo conosciamo al giorno d’oggi.

Bisogna partire dall’epoca di Neanderthal, quado i nostri antenati nascondevano alcuni alimenti sotto la neve per poterli conservare, si dice inoltre che là dove la neve non esisteva l’uomo riscaldava l’acqua per poi posizionarla in freddi sotterranei, in tal modo il vapore acqueo risalendo in superfice congelava la roccia. L’arte della refrigerazione dei liquidi veniva utilizzata anche dagli Egizi che, durante i loro banchetti, offrivano agli ospiti due calici, uno contenente della neve e l’altro contenente succo di frutta. Uno dei primi documenti riguardanti il “gelato” risale al 500 a.c.,scritto da un poeta Greco, raccontava quanto i greci adorassero preparare bevande con neve o ghiaccio.

In India, Alessandro Magno, fece creare le Neviere (buche scavate nel terreno) per poter gustare la sua bevanda ghiacciata preparata con neve e miele.

Nel 50 a.c.i Romani furono i primi a proporre un gelato più vicino al nostro, da loro chiamato rivata potiones. Questo è quanto testimoniato dalla ricetta di Plinio il Vecchio, che spiegava i vari passaggi per preparare la pietanza e spiegava quale enorme commercio girava intorno alla produzione della neve, proveniente principalmente dal Vesuvio e dall’Etna. Inoltre, a Roma, lungo le strade circolavano i Thermopolia cioè i primi carrettini dei gelati.

Con la caduta dell’Impero Romano venne persa, quasi del tutto, la tradizione dei prodotti freddi che rimase però viva, e fu perfezionata, nei paesi arabi. Furono proprio gli Arabi ad inventare uno dei primi sorbetti e a portarlo in Sicilia, durante la loro dominazione. Infatti, il termine “sorbetto” deriva dall’arabo, alcuni pensano derivi dalla parola scherbet cioè dolce neve, altri invece pensano derivi dalla parola sharber cioè sorbire.

A Firenze il gelato ha avuto ben due padri: il primo fu Ruggieri, un pollivendolo appassionato di cucina, che decise di prendere parte ad una gara indetta dalla Corte de Medici che aveva come tema: “Il piatto più singolare che si sia mai visto”. Preparò, con ricette quasi del tutto dimenticate: il sorbetto, che conquistò tutti divenendo famosissimo e richiesto ovunque. L’altro padre del gelato fu Buontalenti, un architetto, scultore e chimico al quale venne assegnato il compito di organizzare una festa per gli ospiti spagnoli del Duca di Toscana, offrì loro la famosa “crema fiorentina” che fu talmente apprezzata che la notizia venne diffusa in tutta Europa.

Il commercio deve, invece, la sua nascita nel 1686 a Francesco Procopio originario di Acitrezza. Con l’invenzione del nonno, utilizzare il sale per conservare più a lungo il prodotto, arrivò in Francia dove venne accolto come un grande inventore. Aprì “Le Procope”, una gelateria dove si servivano “acque gelate” (granite) e gelati di frutta, che divenne molto presto uno dei locali più famosi, frequentato da personaggi noti come Voltaire, Napoleone, Balzac e Victor Hugo.

Il gelato si diffuse in tutta Europa e nel ‘700 venne proclamato prodotto italiano.

Ad aumentare l’esportazione fu l’ondata migratoria dell’800, epoca in cui il gelato raggiunge l’America. Infatti la nascita del cono-gelato avvenne nel 1903 con l’immigrato Italo Marchioni che, ispirato dall’antica arte italiana delle cialde, ideò a New York il primo “cono” dando vita al gelato da passeggio.