Ponti (Caremar): «Abbiamo le mani legate troppi ignorano il Covid»

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Fonte: Il Mattino

di Antonino Pane

«Il personale di bordo fa quello che può. Non esiste nessuna disposizione sanzionatoria per chi non rispetta l’ uso dei sistemi di protezione individuale». Vincenzo Ponti, ceo dell’ ex compagnia pubblica Caremar, è categorico: «Sono passati troppi messaggi sbagliati. Tanti, tantissimi, troppi, sono convinti che il Covid sia una cosa di una vita fa, dimenticando il fatto che solo poco più di un mese fa eravamo in pieno lockdown».

Comandante, ma mascherine e distanze di sicurezza nei luoghi chiusi sono obbligatorie.

«Certo. E devono esserlo.

Ma una cosa è indicare, una cosa è pretendere. Su una nave dove si imbarcano 500/600 passeggeri puoi indicare, consigliare, richiamare. Ma non puoi fermare la nave per far scendere qualcuno. Purtroppo è mancato il momento dispositivo quando sono state dettate le misure di sicurezza».

La sanzione?

«Sì la sanzione. C’ era tutto il tempo per ragionare su come pretendere il rispetto delle norme di sicurezza sanitaria.

Ora ci troviamo a fronteggiare situazioni che non sono state proprio previste. E poi bisogna sempre sommare la mancata consapevolezza del pericolo che molta gente ha metabolizzato».

Intanto però il comandante può denunciare chi non rispetta le regole di bordo.

«Certamente. Ma bisogna sempre calibrare gli interventi sul numero dei passeggeri, altrimenti si rischia di fare peggio».

Troppi messaggi sbagliati?

«Sì, quelli sono stati troppi.

Ci sarà un motivo se il governatore De Luca si lamenta del fatto che, ormai, la mascherina la indossa solo lui. Guardate che succede nella movida, guardate cosa è accaduto dopo la vittoria del Napoli in Coppa Italia. Quei cittadini sono gli stessi che si imbarcano sulle navi e sugli aliscafi. Secondo voi, convinti come sono che tutto è finito, ascoltano consigli? Le situazioni di pericolo che il personale ci racconta sono tante. Ma purtroppo le possiamo fronteggiare solo usando la persuasione».

Faccia in esempio.
«La stazza della nave prevede spazi interni ed esterni. La buriana di sabato pomeriggio, l’ improvvisa pioggia, ad esempio, ha dirottato all’ interno, nei saloni, i passeggeri che erano negli spazi esterni. Saltate di colpo tutte le distanze di sicurezza. Abbiamo raccomandato, consigliato, richiamato.

Ma non tutti ci hanno aiutato, questo è certo».

E in banchina? Imbarco e sbarco?

«I nostri equipaggi e gli uomini della Guardia Costiera fanno quello che possono compatibilmente con gli spazi a disposizione. Anche su questo fronte le tracce di un mal recepito liberi tutti sono evidenti. Non bisogna dimenticare, poi, che parliamo di isole, di vacanze, di mare. La voglia di divertirsi moltiplica i pericoli e i liberi tutti diventano anche più pericolosi».

Biglietterie, code. Non sembra decollata l’ emissione dei ticket online.

«Non è decollata, non ci sono dubbi. Ci scontriamo con difficoltà spesso legate a comportamenti che mirano ad approfittare della situazione.

Tutte le compagnie hanno riscontrato casi di tagliandi acquistati online da residenti sulle isole che godono di tariffe particolari e poi ceduti a chi dovrebbe pagare il biglietto intero».

E la richiesta di un documento per riscontrare le generalità?

«Certo si può fare di tutto ma il risultato che si ottiene non è quello di velocizzare le operazioni e soprattutto di evitare le code. Lo sforzo che stiamo facendo noi, come tutte le compagnie, è quello di garantire il massimo rispetto delle procedure di sicurezza sanitaria che, al momento, ci sembra l’ obiettivo più importante»