Tassa di sbarco, sugli incassi Capri ed Anacapri sempre più lontane.

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Anna Maria Boniello. Capri – Il varo della tassa di sbarco rischia di far nascere un contenzioso fra i Comuni di Capri ed Anacapri. Il decreto legislativo in merito “alle disposizioni in merito di federalismo fiscale e municipale” convertito in legge nell’aprile di quest’anno, prevede che i comuni delle isole minori possano istituire, attraverso un regolamento ad hoc da approvare, l’imposta di sbarco in alternativa alla tassa di soggiorno, fino ad un massimo di euro 1,50 per ogni persona che sbarca nelle perle dei nostri mari. E’ demandato poi ai comuni delle piccole isole, di approvare un regolamento che tenga conto delle tipologie dei luoghi. Ed è proprio su questo argomento che i Comuni di Capri ed Anacapri, visto che sull’isola esiste un unico porto, il regolamento deve essere identico ed approvato dai due consigli comunali, così come tutte le delibere relative all’applicazione della tassa di sbarco devono essere adottate d’accordo fra i due comuni. Ed è proprio su questo aspetto che si è creato un’empasse che vede i due sindaci contrapporsi che non hanno trovato un accordo né sulla ripartizione degli utili che scaturiranno, né sul periodo dell’anno in cui dovrà essere applicata. Il Consiglio Comunale di Anacapri mercoledì ha votato il regolamento all’unanimità: tutti d’accordo su questo tema, sia i consiglieri di maggioranza che di opposizione, dando il via all’approvazione sia del regolamento che al documento d’attuazione. L’assise ha dato poi mandato al Sindaco di Anacapri Franco Cerrotta di prendere contatti con il Comune di Capri per definire l’accordo che sarà poi sottoscritto fra le due amministrazioni. Al primo cittadino anacaprese sono state anche fornite le linee guida a cui dovrà attenersi partendo dall’abolizione dell’imposta di soggiorno. Inoltre con gli introiti che arriveranno, secondo gli anacapresi, dovrà essere creato un fondo gestito dai due comuni pari al 25% delle entrate, da destinare ad interventi a Marina Grande per migliorare l’accoglienza, a sostenere le spese per la costituzione di un’area marina protetta, e per far fronte ai costi per la vigilanza e la pulizia dell’area portuale. L’importo, al netto del 25%, del fondo dovrà essere ripartito in parti uguali fra i due comuni. Il testimone ora passa al Sindaco di Capri, ma dal comune già si preannunciano disaccordi sulle modalità di ripartizione degli incassi. Ieri sull’argomento è intervenuta anche Capri Excellence, l’associazione di imprenditori, presieduta da Gianfranco Morgano, che hanno scritto ai due Sindaci, per invitarli a trovare un accordo, individuando nella tassa di sbarco l’unica arma per i due comuni per disciplinare i flussi turistici. “Ogni giorno che passa comporta una perdita ingiustificata per la comunità isolana – denuncia il Presidente Gianfranco Morgano e secondo una stima effettuata sicuramente fino ad oggi si sono già persi 800-900.000 (ottocento novecentomila) euro complessivi, e per tutto il 2012, se non andrà in vigore la tassa, la perdita sarebbe più netta, toccando 2.700.00 (due milioni, settecentomila) euro”