Riccardo Villari: «Era una bolgia, a bordo distanza zero»

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Fonte: Il Mattino

di Gennaro De Biase

Nel mezzo del maxi-assembramento e dei momenti di tensione di ieri sotto la pensilina del Beverello c’ è finitia anche Riccardo Villari, presidente di Città della Scienza. «Probabilmente stare al Beverello è stato più pericoloso che stare a Mondragone commenta Il Beverello è già ormai un potenziale focolaio del Covid. Quella che ho vissuto è stata la cronaca di un’ ora di ordinaria follia. Ma la folla non era un imprevisto, con trenta e passa gradi di sabato. Eppure, non è stato previsto nulla.

Nessun presidio di sicurezza né sanitario. Questo ha prodotto rabbia e spinto alcuni a chiedere l’ intervento dei carabinieri». Non risparmia le critiche, insomma, l’ ex parlamentare, testimone attivo del caos. E offre due consigli: «Servono posti numerati a bordo e una differenziazione per i passeggeri che partono verso isole diverse: è assurdo che non si trovino due spazi, uno per chi si imbarca verso Ischia e uno per chi va a Capri».

Ci racconta la sua esperienza?
«Faccio una premessa: sono sempre molto rispettoso delle istituzioni, perché so che governare è sempre difficile e le responsabilità sono tante e di varia natura. Ma la situazione vista ieri al molo è stata demenziale: ottocento persone messe in un recinto come bestie, senza distanziamenti e senza distinzioni in base alle isole di destinazione. Pochissimi addetti presenti sul posto, tra sicurezza e Protezione Civile. Quelli che c’ erano guardavano il delirio senza intervenire. Stavamo tutti assembrati sotto la pensilina e quando poi è arrivato l’ aliscafo, siamo stati mandati tutti come tori nell’ arena in banchina».

C’ è poco spazio?
«Prima del Covid ce n’ era molto di più, senza nessun dubbio. Se ci sono tutti questi lavori in corso, allora si faccia partire la gente da Porta di Massa. Lo dico da medico: quello che ho visto è assolutamente folle. Se siamo andati bene durante il lockdown era perché le regole e le responsabilità risultavano più chiare. Ora, paradossalmente, dopo essere stato chiuso in casa due mesi, rischio di prendere il Covid perché ci sono i lavori in corso. Dopo quasi un’ ora in fila, e dopo aver prenotato da venerdì, sono salito sull’ aliscafo guardando le parti inaccessibili e larghissime del Beverello».

A lei hanno misurato la temperatura?
«Mi sono imbarcato per Capri, e sono stato uno dei pochi a cui hanno fatto il controllo col termoscanner. Mi chiedo che senso abbia fare i controlli a campione. Mi ha sorpreso che in un posto in cui era così facile creare assembramenti non si siano prese le precauzioni necessarie, ed era anche difficile reperire informazioni».

Il viaggio com’ è andato?
«La regola era viaggiare con un sedile sì e uno no’. Ma le cose sono andate diversamente. Molti hanno cominciato a occupare i posti, si è creata ressa ed è saltato il sedile alterno. Per rispettare le regole bisognerebbe vendere biglietti con posti numerati: è inutile prenotare online se poi a bordo non ci sono controlli contro il prepotente di turno. Vista l’ assenza di regole il disco di sottofondo, che ricordava l’ emergenza Covid, mi è parso ipocrita».