Capri: pronto il piano sblocca-condoni procedure flash per le richieste

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

A Capri a breve potrebbe nascere lo sblocca-condoni. Una vera e propria task force, termine caro e gettonato delle cronache dell’ultimo periodo che dopo il portale telematico e i lavori per l’avvio di un piano urbanistico comunale potrebbe affrontare in maniera organica il problema condoni edilizi pendenti da decenni al comune di Capri portandoli a definizione mediante un progetto finalizzato con incarico esterno. La procedura porterebbe oltre a regolarizzare i fabbricati dei capresi anche a creare un volano economico per l’isola azzurra dando lavoro a imprese e tecnici del settore edile. La definizione dei condoni pendenti, inoltre, consentirebbe al comune di Capri di introitare somme importanti, tra l’altro necessarie data la stagione ridotta e condizionata da quanto avvenuto nei mesi precedenti. L’analisi dei condoni, dunque, potrebbe da un lato essere il tanto atteso sospiro di sollievo per i capresi in stand by addirittura da trent’anni e quindi non sicuri e certi di poter disporre in maniera regolare e definitiva di manufatti costruiti con sacrifici immani, dall’altro un’implementazione di attività per le aziende isolane, che concentrate in gran parte nel settore turistico-ricettivo stanno facendo i conti con una stagione che nella migliore delle ipotesi sarà comunque complessa. Definizione rapida di tanti casi di condono, dunque, come strategia di ripartenza dello sviluppo del patrimonio immobiliare isolano rallentato dagli esiti di pratiche datate 35 anni fa che hanno fatto procedere a passo di lumaca l’adeguamento strutturale, funzionale, architettonico e paesaggistico. Per lo sblocca-condoni di Capri si sta pensando di semplificare le istruttorie tecniche e modificare i compiti e le modalità di funzionamento della commissione locale per il paesaggio, una duplice azione per velocizzare lo smaltimento delle pratiche di condono che oltre a conseguire il risultato di una risposta certa e definitiva produrrebbe risorse per le casse comunali e ridisegnerebbe in modo coordinato il patrimonio edilizio esistente. Step successivo, ma questo dovrà necessariamente attendere i tempi del governo nazionale e regionale, l’applicazione di un piano casa ad hoc per il territorio isolano che eviti il no aprioristico alle costruzioni e consenta, invece, realizzazioni di necessità, a basso impatto ambientale o finalizzate alla riqualificazione turistico-ricettiva, dando energia e risorse, al settore dell’edilizia.