Capri ritrova le «grandi bellezze» riaprono Certosa e Grotta azzurra

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Fonte: Il Mattino

di Anna Maria Boniello

Un po’ alla volta l’ isola azzurra prova a ritornare alla sua vita di sempre. Riapre oggi la trecentesca Certosa di San Giacomo, uno dei più grandi siti monumentali dell’ isola, gestito dal Polo Museale, che venne costruita nel 1372 per volere del Conte Giacomo Arcucci su un ampio spazio di terra donato dalla regina Giovanna I d’ Angiò. All’ interno della Certosa, nelle ampissime sale, si trova il museo dedicato al pittore tedesco Karl Diefenbach. La Certosa, che è rimasta chiusa per il lungo lockdown, riaprirà per consentire le visite al pubblico secondo le norme di sicurezza in vigore. Dal primo luglio sarà riaperta anche Villa Jovis, il grande palazzo imperiale che domina il monte Tiberio. Il calendario prevede, per il primo luglio, anche la riapertura della Grotta Azzurra.

La riapertura dei siti archeologici e museali era stata sollecitata dalla delegazione dell’ Unione nazionale consumatori dell’ isola, che aveva anche inviato una nota al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, alla direzione del Polo Museale, alla soprintendente dei Beni culturali di Napoli Marta Ragozzino, ai sindaci di Capri e Anacapri. Nella lettera si chiedeva la riapertura di musei, monumenti e siti archeologici che a Capri, diversamente dalla terraferma, erano ancora inspiegabilmente chiusi. «È assurdo – è scritto nella nota – che i primi turisti sbarcati sull’ isola trovino i cancelli dei siti monumentali sbarrati, oltre alla totale assenza di materiale informativo su modalità e tempi di riapertura delle nostre bellezze storiche e archeologiche». L’ attesa decisione della riapertura dei siti monumentali ed archeologici è stata presa mercoledì scorso durante una riunione svoltasi nel Comune di Anacapri.

Nella stessa giornata c’ era stato anche l’ incontro con la cooperativa dei battellieri, i traghettatori che a bordo delle loro tipiche barchette in legno accompagnano i turisti nella Grotta Azzurra, il prestigioso ninfeo di Augusto e Tiberio che cadde nell’ oblio a metà del 1800 e che fu riportato alla luce dall’ artista tedesco August Kopisch, dal pittore Ernesto Fries, dal marinaio caprese Angelo Ferraro e dal locandiere Pagano. La riapertura della Grotta Azzurra, nel rispetto delle misure di sicurezza, segna un importante passo in avanti verso un ritorno alla normalità che appare comunque ancora lontana. L’ isola sta lentamente riaprendo anche se molte strutture ricettive restano chiuse e pesa sul turismo l’ assenza di stranieri.

E sempre nel vertice in Comune è stato stabilito che anche Villa Jovis, situata sul Monte Tiberio, riaprirà i cancelli per fare ammirare i resti archeologici della dimora dell’ imperatore romano