L’estate? Sarà made in Campania

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Fonte: Roma

di Eduardo Cagnazzi

C’è davvero la necessità di trascorrere le vacanze in Grecia o in Spagna quando le splendide e variegate coste italiane garantiscono un quarto delle spiagge dell’intero vecchio continente? Almeno per quest’anno si può puntare sulle inesauribili città d’arte italiane anziché oltrepassare il confine. Non certo con uno spirito autarchico, ma semplicemente per attenuare i problemi economici causati dal Covid-19 al settore turistico, l’Unsic, l’Unione associazione di rappresentanza datoriale, in collaborazione con altri organismi, da domenica – giorno di partenza della bella stagione – lancerà l’iniziativa E-state in Italia con lo scopo di raggiungere innanzitutto i 900mila utenti dei propri tremila uffici territoriali sparsi in tutte le regioni italiane, tra 2.100 Caf, 600 Patronati, di cui 15 all’estero, 103 Caa, ma anche il maggior numero di interlocutori possibile. I SITI SCELTI IN CAMPANIA. Per quanto riguarda la Campania, oltre ai cinque capoluoghi di provincia, la scelta è ricaduta su Amalfi, Bacoli, Capri, Castellabate, Centola-Palinuro, Circello, Ercolano, Ischia, Marina di Camerota, Montesarchio, Padula, Paestum-Capaccio, Pertosa, Pollica, Ravello, Sant’Agata dei Goti, Sorrento, Summonte e Teggiano. A ciò si uniscono i siti patrimonio Unesco, tra cui Airola, Bucciano, Durazzano, Moiano, San Leucio, San Nicola la Strada, Valle di Maddaloni, le zone archeologiche di Ercolano, Pompei e Torre Annunziata, la Costiera amalfitana, il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, con i siti archeologici di Paestum e Velia, la Certosa di San Lorenzo, Punta Licosa e il Monte Stella. IL COMMENTO DEL PRESIDENTE UNSIC. «Mai come quest’anno abbiamo l’opportunità, spesso la necessità, di scoprire o riscoprire il nostro illimitato patrimonio artistico e naturale, nel contempo sostenendo un settore vitale non solo per la nostra economia, ma anche per la nostra vita sociale – spiega Domenico Mamone, presidente dell’Unsic -. Da questa premessa nasce la nostra iniziativa che vuole contribuire fattivamente a preservare un comparto, quale quello turistico, che rappresenta il 13 per cento del Pil e il 6 per cento dell’occupazione nazionale». Mamone aggiunge anche che «nel preparare questa iniziativa abbiamo avuto conferma del patrimonio davvero sorprendente, multiforme e talvolta poco valorizzato del nostro Paese. Per questo, oltre alle località più note, abbiamo individuato perle’ davvero sorprendenti. Garantendo analogo spazio a tutte le regioni, proprio per sostenere anche quelle meno incluse nei flussi turistici».