Focus di Massimo Maresca – Acini capresi, preludio d’ebbrezza

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Focus

      di Massimo Maresca

       Acini capresi, preludio d’ebbrezza

Nonostante la pioggia di giugno, che secondo gli esperti locali non è positiva per le coltivazioni, sulle viti di tutta l’isola l’occhio accorto del camminatore può scorgere i primi grappoli pieni, di un verde particolarissimo.

Stando alle numerose fonti, l’impero romano diede una profonda impronta alla coltivazione dell’uva sull’isola campana, soprattutto nella zona di palazzo a mare. Fu l’imperatore Augusto che nel primo secolo a. C. portò con sé coltivatori che piantarono nei terreni circostanti dei vitigni greci insieme all’uva Apiana. Con Tiberio, la coltura fu implementata.

Dopo il crollo dell’impero romano, si ebbe una decadenza dei vitigni che ritornano in auge solo in pieno medioevo, portando alla produzione di un ottimo e apprezzato mosto sia per il rosso che il bianco. Il merito è da attribuirsi per lo più ai monaci certosini che insistettero nella coltivazione di uva San Nicola, Greca e Palummina.

Ad oggi sappiamo bene che l’uva locale, sia da tavola che da vino, è un alimento apprezzatissimo e raro a Capri, non solo per il fatto che i terreni adibiti sono pochi, ma soprattutto perché diventa difficile poter reperirne le quantità sufficienti al fabbisogno, per cui vi è la necessità di ricorrere all’importazione. L’uva caprese si consuma e si trasforma nelle case dei capresi e il vino del luogo è rara bevanda di piacere e condivisione.

Passeggiare per Capri e vedere sparuti vitigni, colpisce l’occhio del viandante che spesso ignora quanto senso trasudi una tal coltivazione. È notevole, invece, riscoprire il significato di una bottiglia di vino donata, segno di grande generosità, al cui interno si agitano – insieme agli elementi alcolici – storie narrate, segreti nascosti, desideri fermentati di intere generazioni, che di sorso in sorso trasmettono gusto e conoscenza.

E anche se a volte capita che la bevanda al suo interno risulti un tantino ‘accimmata’ (cioè dal sapore acetoso), non importa. È pur sempre preludio d’ebbrezza!

Consigliamo, per un piacevole approfondimento, la visione dei video di don Vincenzo Simeoli, uno dei parroci dell’isola nonché grande estimatore.

  • La Vendemmia 1 di Don Vincenzo Simeoli (11 minuti circa)

https://www.youtube.com/watch?v=caIPF8fKOj4

  • La Vendemmia 2 di Don Vincenzo Simeoli (8 minuti circa)

https://www.youtube.com/watch?v=KZKRHjkP3UA

  • La Vigna di Don Vincenzo Simeoli (10 minuti circa)

https://www.youtube.com/watch?v=9WKkVGZHSVM