Sciopero dei dipendenti Atc «Noi, autisti senza stipendio»

0
157

Fonte: Metropolis

di Marco Milano

Uno striscione con il messaggio «Lo stipendio è un diritto non una speranza» è stata la cartolina del primo giugno dalla piazzetta di Capri. Protesta dei lavoratori del trasporto pubblico su gomma isolano aderenti al sindacato Usb e alla manifestazione organizzata ieri mattina dopo l’annuncio di una prima azione di astensione dal lavoro della durata di quattro ore. Inizialmente nelle stesse ore si sarebbe dovuto tenere anche un consiglio comunale monotematico sull’argomento ma l’annuncio da parte dell’azienda del pagamento degli stipendi di aprile, aveva portato l’amministrazione comunale ad annunciare la revoca della seduta. «Bene lo sciopero, ora risolvere i problemi hanno detto da Usb Lavoro Privato al termine della protesta – La difesa del posto di lavoro e dello stipendio, la piena vigenza dei diritti sindacali e la possibilità di offrire un adeguato servizio di trasporto urbano per i comuni di Capri ed Anacapri sono gli obiettivi imprescindibili che l’Unione Sindacale di Base sostiene da tempo in questo territorio». E dal gruppo consiliare CapriVera in una nota veniva espressa solidarietà e vicinanza ai lavoratori. «Non bisogna dimenticare hanno detto i consiglieri del gruppo di opposizione Roberto Bozzaotre, Paolo Falco, Costantino Federico e Melania Esposito che, in questi mesi, gli autisti hanno sempre garantito il servizio pubblico nonostante le difficoltà dovute al coronavirus e l’assenza di adeguate misure di protezioni personali. Inoltre questi rappresentano intere famiglie capresi continuano dal gruppo CapriVera che da marzo stanno affiancando le difficoltà della pandemia con l’assenza di certezze per il futuro». Per sopperire alla possibile carenza di mezzi destinati al trasporto pubblico nelle sopracitate quattro ore di ieri mattina, i comuni di Capri e Anacapri avevano chiesto ai titolari di licenza di taxi sull’isola azzurra di mettere a disposizione autovetture per un servizio gratuito. «Le amministrazioni hanno posto alla base della loro richiesta la necessità di evitare assembramenti ed attese in contrasto con le norme vigenti per la prevenzione della diffusione del coronavirus – hanno detto i tassisti – i titolari di licenza taxi hanno pieno rispetto dei lavoratori e di tutte le vertenze per il riconoscimento di diritti negati».