Comuni dell’isola di Capri uniti in una delibera contro il 5G

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

L’isola azzurra dice no al 5G. Dopo il parere negativo espresso nei giorni scorsi dal comune di Anacapri, anche Capri nelle scorse ore ha preso la medesima decisione sulle nuove tecnologie e in queste ore del niet partito dalla terra dei Faraglioni verranno informati anche i ministeri competenti. Sul comune alto dell’isola la giunta comunale ha approvato la delibera su proposta del vicesindaco Franco Cerrotta. La decisione di parere negativo riguardo l’estensione sul territorio comunale della nuova tecnologia 5G è stata presa in assenza di garanzie di completa sicurezza, «in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea». Il governo anacaprese ha anche stabilito di astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove tecnologie come il 5G che possano condurre ad un aggravamento delle condizioni di insalubrità ambientale. Medesimo provvedimento, dicevamo, ora anche a Capri. La giunta guidata dal sindaco Marino Lembo ha espresso «parere negativo riguardo all’estensione sul territorio comunale della nuova tecnologia 5G». Lo stesso organismo ha anche stabilito «di astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove tecnologie, come il 5G, che possano condurre ad un aggravamento delle condizioni di insalubrità ambientale». L’amministrazione comunale caprese ha anche approvato la partecipazione «ad un eventuale tavolo tecnico sanità-ambiente, con illustri esperti indipendenti della scienza e della medicina ed il coinvolgimento delle associazioni dei malati e di cittadinanza attiva, per il monitoraggio delle ripercussioni dei campi elettromagnetici sulla popolazione e sull’ecosistema». Il dispositivo è già stato inviato da Capri con destinazione Roma e le sedi dei ministeri dell’ambiente, della salute e dello sviluppo economico «affinché tengano conto nelle loro determinazioni e decisioni di quanto deliberato e sancito anche sulla base di numerose preoccupazioni espresse dalla cittadinanza».