Lettera degli utenti alle istituzioni: insufficienti i collegamenti marittimi da e per Capri

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Riceviamo e pubblichiamo

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA
Dott. Vincenzo de Luca

AL SINDACO CITTA DI CAPRI
Dott. Marino Lembo

AL SINDACO COMUNE DI ANACAPRI
Dott. Alessandro Scoppa
                                                                                                                        DIREZIONE GENERALE PER LA MOBILITA
Dott.ssa Iasuozzo Lorella

UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO CAPRI
TV Antonio Ricci

Oggetto: Piano Orario dei Collegamenti Marittimi da e per l’Isola di Capri – Diritti e Dignità dei cittadini dell’Isola di Capri

Sono moltissimi giorni che nel comparto dei collegamenti marittimi, da e per l’Isola di Capri, regna l’anarchia più assoluta nel totale disprezzo del diritto alla mobilità ed alla continuità territoriale per cittadini dell’Isola di Capri.

Assistiamo, ormai al “fai da te”, compagnie che fanno corse non previste, collegamenti ritardati senza che nessuno chieda conto, non si sa chi autorizzi cosa, corse bis, spostamenti di orario, il tutto a discapito dell’utenza, che fidandosi degli orari previsti, una volta arrivati all’imbarco si trovano, di fatto, davanti ad una situazione totalmente diversa.

Questo stato di cose, che si sta verificando soprattutto con le prime corse del mattino da Capri per Sorrento e Napoli, lascia ben immaginare i disagi che tutto ciò comporta alle persone che hanno appuntamenti o interessi vari o coincidenze da prendere una volta giunti sulla terraferma; se a ciò aggiungiamo che il quadro orario dei collegamenti marittimi è ancora quello della piena emergenza sanitaria – cosiddetta Fase 1 – mentre a breve ci si approssima alla Fase 3, emerge prepotentemente che ai residenti dell’Isola di Capri vengono negati i più elementari diritti alla mobilità ed alla continuità territoriale, diritti sanciti anche con grandi paroloni nella Legge Regionale in materia di Trasporto Pubblico Locale; evidentemente ci sono cittadini, nella nostra Regione, di serie A e di serie B, come noi appunto, basti anche vedere che con le Ordinanze Regionali, che hanno interessato il comparto del TPL da ultima la n. 48 del 1705/2020, per quanto riguarda la terraferma e stato “ORDINATO” il ripristino del 100% dei servizi mentre, per le Isola solo il 60%, e già questo lascia intendere che c’è un diverso trattamento tra cittadini della stessa regione.

In piena emergenza sanitaria, il cosiddetto lookdown, tutelare territori “delicati” e di difficile gestione dal punto di vista epidemiologico e per tutto quanta l’attività conseguenziale da porre in essere al manifestarsi di pazienti positivi, ha giustificato l’adozione di un piano orario ridimensionato a tutela dalla nostra e dell’altrui salute, ma oggi, alla luce delle stesse Ordinanze del Presidente Regionale e rispetto al fatto che ci si sta approssimando, o siamo già, nella Fase 3 non si giustifica in alcun modo la negazione del nostro Diritto alla Mobilità ed alla Continuità Territoriale.

Forse, il prorogarsi di questo stato di cose, fa pensare solo che si stiano tutelando, esclusivamente, gli interessi economici delle compagnie di navigazione, che hanno il potere e l’arroganza di fare tutto ciò che vogliono, come appunto descritto nell’introduzione di questa nota.

L’esempio evidente dei diritti negati è la soppressione, sine die, del primo collegamento con unità veloce da Capri per Napoli delle ore 06,50 o dell’ultimo da Napoli per Capri delle ore 20,00, oltre che la totale cancellazione di qualsiasi collegamento con il porto di Sorrento con Motonave dalla tarda mattinata sino al mattino del giorno successivo; questo è l’esempio è la prova provata che vengono prima gli interessi delle compagnie e poi i diritti dei cittadini dell’Isola di Capri e, cosa ancor più grave, la totale inosservanza delle disposizioni emanate dalla stessa Regione e la violazione di quanto previsto nella Legge Regionale a riguardo del Diritto alla Mobilità e alla Continuità Territoriale.

Paroloni che quando sono scritti e letti sembrano che ai cittadini siano riconosciuti diritti fondamentali ma che poi, all’atto pratico, si dimostrano solo, appunto, paroloni senza alcuna applicazione concreta nel vivere quotidiano.

Purtroppo chi spadroneggia in questo stato di cose sono le compagnie di navigazione e solo ed esclusivamente l’interesse privato a discapito dei diritti della gente; dimostrazione ne è che quando vogliono fanno corse bis, tris, quando decidono loro effettuano partenze straordinarie fregandosene di quei poveri “fessi” che giungono all’imbarco in orario per prendere un collegamento ma che devono aspettare altri 30 o 40 minuti sulla banchina perché nel frattempo si è deciso di fare altri servizi, oppure chi ha urgenza di raggiungere la terraferma in prima mattina si deve organizzare partendo magari alle 05,30 oppure, addirittura, il giorno prima.

Quando tutto il sistema, nel prossimo o lontano futuro, girerà di nuovo a pieno regime producendo ricavi di centinaia e centinaia di milioni di euro, allora forse vedremo di nuovo un piano orario rispettoso anche dei diritti dei cittadini dell’Isola di Capri.

Quello che da fastidio, non è tanto in prima battuta la negazione di diritti, ma la fragilità del sistema e l’arroganza delle compagnie di navigazione, che con metodi e procedure discutibili risultano assegnatarie (o meglio si spartiscono) dei collegamenti da e per l’Isola di Capri a vita natural durante, come quasi fossero un loro esclusivo patrimonio privato.

Credo che questo stato di cose, questo modus operandi, non può essere più supportato da noi cittadini; quando e periodo di “vacche grasse” abbiamo collegamenti con una frequenza che si avvicina alla metropolitana di New York, mentre quando i Servizi Minimi dovrebbero manifestare tutta la loro utilità nel garantire a noi cittadini diritti fondamentali, quest’ultimi vengono effettuati solo ed esclusivamente a convenienza del concessionario e senza che il concedente svolga a pieno il suo ruolo.

Ai Sindaci dell’Isola chiediamo, una volta e per tutte, di scardinare questo sistema, perché anche se le loro competenze sono minime, devono rappresentare e tutelare esclusivamente gli interessi e i diritti dei loro concittadini ed alla Regione chiediamo di garantire, con le forme e gli strumenti possibili, il Diritto alla Mobilità ed alla Continuità Territoriale senza dare la ben minima impressione che il sistema messo in piedi sia sbilanciato tutto a vantaggio delle compagnie o che sia un sistema connivente con gli interessi privati e non pubblici, a cui in primis, invece, deve essere rivolta l’azione amministrativa di che ha la competenza in un settore come quello dei collegamenti marittimi che è il cordono ombelicale che tiene unita una comunità isolana con il resto del paese e che consente lo svolgersi della vita quotidiana e lo sviluppo economico.

Certi dell’interessamento e di azioni conseguenziali l’occasione è gradita per porgerVi cordiali saluti

                                                                                                                      In Fede

                                                                                                          Ermanno Balsamo