Capri, il Giudice di pace resta fermo, sos al governo: «Evitare lo stop»

0
129

Fonte: Metropolis

di Marco Milano

Capri. Emergenza giudiziaria a Capri. Se la fase due sta allentando l’emergenza sanitaria, l’isola azzurra potrebbe però subire una possibile paralisi a danno di utenti ed operatori della giustizia. La terra dei Faraglioni rischia di perdere la funzionalità dell’unico presidio giudiziario. Un sos in questo senso era già stato lanciato dall’Unione Nazionale Consumatori, ora la situazione potrebbe diventare ancor più complessa. Nell’ultimo anno per l’ufficio del Giudice di Pace a Capri, unico in attività, dopo la soppressione della sezione distaccata del Tribunale di Napoli, nell’ambito della riorganizzazione della geografia giudiziaria, si erano già registrati una serie di disagi come l’interruzione dell’attività nei mesi di agosto, settembre ed ottobre 2019 a causa della mancanza di cancelliere, munito di chiavi di accesso al sistema telematico, per cui le attività di cancelleria (iscrizione a ruolo, deposito documenti e provvedimenti giurisdizionali, rilascio copie e richiesti certificati) sono state del tutto sospese. A ga rantire l’apertura dell’ufficio, prima della sospensione dettata dall’emergenza coronavirus, c’è stato un solo funzionario, residente ad Anacapri, che non si è potuto neanche assentare per malattia o ferie. Un primo intervento della delegazione isolana dell’Unione Nazionale Consumatori guidata da Teodorico Boniello e dell’associazione forense di Capri ha spinto a rendere possibile una soluzione provvisoria, con l’invio di una figura professionale, proveniente dall’ufficio archivio del Tribunale di Napoli, tra l’altro con una sorta di turn-over mensile, e limitato a soli sei mesi, per soli due giorni la settimana. Ora il problema torna alla ribalta, anzi può diventare ben peggiore e portare l’isola azzurra a perdere definitivamente il suo presidio. «In caso di soppressione dell’ufficio spiega Teodorico Boniello pronto a sollecitare di nuovo sull’argomento il ministro della giustizia Alfonso Bonafede si va incontro ad un aggravio dei costi per utenti ed operatori di giustizia dovendo spostarsi a Napoli».