Capri: boutique chiuse Piazzetta deserta, resta il rebus dei bar

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Fonte: Il Mattino

di Anna Maria Boniello

È una Capri sottotono quella nel giorno della riapertura permessa dall’ordinanza regionale. Le grandi griffe non hanno infatti ancora aperto le loro boutique, solo Capri Watch e Falconieri hanno alzato le saracinesche, e nell’elegante via Camerelle aleggia un’atmosfera da quarantena, proprio come in piazzetta dove i tanti bar hanno deciso di non affrettarsi nella riapertura nonostante le norme consentissero il servizio al banco, per via delle ridotte dimensione dei locali. Riapriranno giovedì, giorno in cui si potranno rimettere i tavolini all’aperto. Tuttavia Capri freme e ha tanta voglia di ricominciare, di far prendere vita il salotto del jetset internazionale e mostrarsi brulicante di vita come sempre. Da ieri l’ordinanza della Regione Campania ha permesso ai proprietari di seconde case di poter approdare a Capri e sono aumentate le corse sulle vie del mare, così come la riapertura di una serie di attività commerciali tra i quali parrucchieri, barbieri e centri estetici che hanno riaperto attenendosi alle regole di sicurezza sanitaria e tramite appuntamento. Al via anche lo sport, con i campi del Tennis Club Capri di nuovo aperti per gli allenamenti degli allievi di interesse nazionale. LE GRIFFEChiuse quindi solo le boutique di griffe internazionali di via Camerelle, da Chanel a Luis Vuitton, da Gucci a Moschino solo per citarne alcuni così come Prada e Benetton in via Vittorio Emanuele. Silvio Staiano, Ceo di Capri Watch, insieme al suo team di collaboratori invece ha rimesso a nuovo le vetrine dello storico negozio dove è nato l’orologio simbolo dell’isola e ha dato il via alla stagione 2020. A poche decine di metri ha aperto anche la boutique Falconeri, l’azienda del cachemire made in Italy che ha esposto in vetrina la collezione Primavera-Estate anche se su via Camerelle i turisti stranieri sono ancora assenti per i il blocco delle frontiere. C’è da dire, però che molte boutique non hanno ancora terminato i restyling dei loro negozi, poiché i lavori edili che normalmente si eseguono in pieno inverno per trovarsi pronti all’apertura primaverile, sono stati infatti interrotti dal lockdown. Con l’ attività edilizia ripresa a pieno ritmo ieri, i lavori finiranno giusto in tempo per la prevista riapertura delle frontiere del 3 giugno che permetterà di rivedere i turisti stranieri d’élite che rappresentano il punto di forza dell’economia dell’Isola azzurra. ANACRAPRIDiversa invece la situazione nel comune di Anacapri dove hanno riaperto le boutique e le botteghe dell’artigianato classico caprese. In via Orlandi e piazza Vittoria, cuore nevralgico dello shopping del centro storico del comune isolano, sono ritornate le attività commerciali che hanno scelto di riprendere la loro vita. A spiegare le linee del programma di riapertura sono stati i presidenti delle due associazioni locali dei commercianti. Luciano Bersani presidente dell’Ascom Capri, spiega che «aspettarsi che da oggi tutti potessero riaprire era impensabile dal momento che le linee guida sono state ufficializzate soltanto domenica in tarda serata. Contiamo che la data prevista di apertura per la maggior parte delle attività sia fine maggio o inizio giugno, quando saremo certi della riapertura totale di tutte le attività ricettive. La clientela degli alberghi conclude – è anche la nostra e quindi la riapertura degli alberghi e delle boutique vanno di pari passo». Da Anacapri invece, il presidente dell’Ascom Gelsomina Maresca, si dice soddisfatta per la riapertura quasi totale delle botteghe artigianali. «Con grandi sacrifici ma con immensa gioia e consapevolezza ribadiamo che la nostra Anacapri deve ricominciare a vivere nella sua semplicità e nella sua unicità. Sin dai prossimi giorni ci avvieremo all’apertura dei ristoranti e delle altre attività nella zona turistica che va dall’ingresso di Anacapri in piazza Vittoria e lungo la strada pedonale di via Orlandi sino a piazza Cerio e Caprile. Vogliamo dare un segnale propositivo in attesa che finisca anche questa seconda fase».