Dalle Cinque Terre in Liguria: «Vogliamo essere come Capri»

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Fonte: Naziona ed. La Spezia

di Claudio Fachinetti

CINQUE TERRE «Questa emergenza è un’ opportunità per cambiare la nostra offerta turistica – dice Emanuele Moggia, sindaco di Monterosso -, un’ occasione per ordinare il turismo e puntare di più sulla qualità, modificare approccio e mentalità, migliorare il servizio, valorizzare le bellezze storico-culturali, riscoprire l’ identità delle tradizioni, riproporre piatti tipici, sperimentare nuove vie anche se meno immediate.

Ce lo chiede madre natura stessa. Io capisco le preoccupazioni di molti imprenditori del territorio che vivono di turismo, e alcuni mi hanno già comunicato che non riapriranno, per ora, ma non è il momento di subire e lamentarsi, bisogna invece avere volontà, impegno e coraggio per reagire e togliersi di dosso quell’ idea di turismo d’ assalto che ci ha condizionato negli ultimi anni. Questa è una sfida, un’ occasione irripetibile perché, come diceva Sant’ Agostino, “siamo noi a fare la storia”».

Il primo cittadino è determinato a cambiare rotta «Abbiamo tante risorse – dice -, non solo il mare: penso per esempio al Santuario della Madonna di Soviore, al Convento dei Cappuccini o a Torre Bertenga dove stiamo realizzando un orto botanico, ma anche ai nostri progetti culturali come il Festival della bellezza o il nostro salotto libraio. Non abbiamo niente da invidiare a Portofino o a Capri, siamo un’ eccellenza mondiale e per questo dobbiamo approfittare della situazione e crescere in qualità, trovando soluzioni condivise a problemi comuni». Una grande energia che ha però un rovescio della medaglia.

«Comincio a essere veramente insofferente – accusa Moggia – riguardo a questo modo di fare politica, così irrispettoso nei confronti dei piccoli comuni. C vengono comunicate le decisioni dall’ alto la sera per la mattina.

Noi le subiamo, non veniamo coinvolti e tutto ricade sulle nostre spalle perché dobbiamo adeguarci per rispettare le varie ordinanze. Ma con quali risorse? Per le spiagge, per esempio, come faremo? La polizia locale non può contingentare le spiagge libere tutto il giorno. E chi si occuperà di fornire questi braccialetti elettronici per il distanziamento di cui si è parlato?».

Preoccupazioni condivise anche da parte degli altri sindaci delle Cinque Terre. «Le nostre casse sono ancora vuote – precisa Francesco Villa sindaco di Vernazza – come faremo ad arrivare a fine anno e a dover anche investire per aumentare i controlli? Parliamo di 180mila euro in meno di soldi pubblici e 250mila euro di tasse di soggiorno che non arriveranno. Il 90 per cento della gente qui vide sul turismo e si ritrova adesso, per forza di cose, a reinventarsi.

Alcuni ristoratori non riapriranno e lo stesso vale per certi affittacamere, aprirà solo chi lo fa di mestiere. Ma per farlo aspettano le misure specifiche che cambiano se si parla di sale interne o spazi all’ aperto, ma è ancora tutto incerto. In merito ai controlli – conclude – anche noi siamo perplessi. Abbiamo solo due agenti della polizia municipale per tutto il territorio».

Per tutti i sindaci però i sentieri rappresenteranno una risorsa preziosa per l’ avvio di questa nuova era del turismo. «I sentieri sono una nostra risorsa – dice Villa – e ci permetterà di spalmare le persone e non concentrarle nei borghi. Al momento però siamo sotto di un milione di euro con la carta dei sentieri e ci auguriamo che presto, anche senza stranieri, i turisti tornino a frequentare il territorio». «Siamo pronti a riaprire e vogliamo farlo col piede giusto – conclude Fabrizia Pecunia, sindaco di Riomaggiore -. Per questo aspettiamo le direttive ma chiediamo garanzie sulla sicurezza sanitaria e sul piano tamponi e speriamo di non essere lasciati soli». Il Comune, nel frattempo, si è attivato con un tavolo di lavoro permanente con tutte le associazioni del territorio. «Il gruppo di lavoro – spiega il primo cittadino – vuole essere un punto di riferimento per tutte le attività commerciali che potranno avere informazioni su bandi, incentivi e direttive. Inoltre, serve a raccogliere suggerimenti da mettere in campo e portare anche a livello regionale».