Guido Lembo: «I locali notturni? Speriamo ci aiutino»

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Fonte: Roma

di Teresa Mori

I gestori dei locali notturni si sentono dimenticati, ancor di più di quelli dei teatri e delle sale cinematografiche. «Chiediamo solo lo stesso rispetto riservato a tutte le altre categorie produttive e commerciali, altrimenti siamo spacciati», così Guido Lembo (nella foto), musicista e titolare del celebre Anema e core di Capri. Qual è la situazione del settore in questo momento? «Tutti i luoghi di intrattenimento collettivo sono in fondo alla coda nella fase di riapertura graduale del Paese. L’Italia inizia ora la sua Fase 2, parte la rinascita, con una graduale riapertura. È molto probabile, invece, che le discoteche e i locali notturni saranno gli ultimi della lista. E anche in caso di riapertura, chissà quando, è difficile pensare che gli italiani torneranno nel futuro prossimo a frequentare da subito come prima i locali notturni. In ballo ci sono moltissimi posti di lavoro. Io ho 25 dipendenti dei quali mi sento profondamente responsabile. Sono per me una vera e propria famiglia, mi interessa tutelare anche le loro posizioni e le loro famiglie. Non riaprire significa mettere in strada 25 persone». Cosa prevede per il futuro? «Certamente per la situazione del mio locale non è possibile fare spettacolo in questo momento o nel futuro prossimo. Restiamo chiusi. Intanto aspettiamo direttive da parte del governo. Nel frattempo restano i costi fissi, come quello della Siae». Cosa si aspetta dalle istituzioni? «Le nostre attività sono state oggetto di provvedimenti di chiusura prima di tutte le altre. Con prospettive di apertura assolutamente. Siamo stati ovviamente pronti, da subito, con grande responsabilità, chiudendo le nostre aziende a fare al nostra parte senza piagnistei o lamentando di scriminazioni. Al contrario, cercando di lanciare iniziative utili alla lotta contro la diffusione del virus. Chiedo solo lo stesso rispetto riservato a tutte le altre categorie, di avere direttive, di esser presi in considerazione come tutte le altre aziende produttrici, come tutti gli altri lavoratori». Cosa si augura di ottenere? «Per ora, come ho già detto, è impossibile fare spettacolo nei nostri locali. Quindi mi auguro che in qualche modo possa essere organizzato qualcosa per la stagione estiva. Sarebbe molto interessante potersi esibire in piazzetta a Capri per poter lavorare, ma chiaramente stando in sicurezza. Tutto dipende anche dall’evoluzione della situazione. Sono da due mesi sepolto in casa, un po’ come tutti, abbiamo bisogno di ottimismo anche per ripartire moralmente. Oggi sono uscito per la prima volta. Dopo tanti mesi ho fatto una passeggiata, sono andato ad affacciarmi per guardare finalmente i Faraglioni. Devo dire che mi mancava tantissimo osservare quei due mostri che in lontananza ti fanno sentire protetto».